giovedì 10 settembre 2026

Eurovinum - Il Castello di Verduno e i vini delle Langhe



Borghi d’Europa, rete di informazione, promuove il progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale), in occasione del turno di Presidenza dell’Italia alla IAI (fino a maggio 2027).

Uno per Percorsi Internazionali del Progetto (Eurovinum), prevede la scoperta e la valorizzazione delle Cantine dei Castelli.

Così uno dei giornalisti-sommelier si è ricordato del Pelaverga del Castello di Verduno : è stata naturale la proposta di inserire le Langhe in questo itinerario internazionale.

Il Castello di Verduno si collegherà ad altre realtà storiche e produttive, al fine di valorizzare attraverso le storie enoiche le bellezze del Belpaese.




Nel cuore delle Langhe, in provincia di Cuneo, Verduno occupa una posizione privilegiata tra le colline del Barolo e quelle che guardano verso il Roero; è un territorio nel quale paesaggio, storia, agricoltura e cultura del vino sembrano formare un'unica realtà di filari ordinati sulle colline, antichi borghi, castelli, cantine storiche ed infine una cucina costruita intorno ai prodotti di una terra generosa.

Castello di Verduno




Qui si trova in particolare il Castello di Verduno, realtà vitivinicola, con vigneti nelle zone di Verduno e Barbaresco, nella quale la memoria della corte sabauda e la tradizione delle famiglie Burlotto e Bianco si sono incontrate, dando vita a una delle esperienze enologiche locali più interessanti. L'azienda produce una gamma di vini nella quale Barolo, Barbaresco e Verduno Pelaverga occupano un posto centrale.

Il paese di Verduno si trova a pochi chilometri da Alba e domina dall'alto una successione di colline coltivate soprattutto a vite; il territorio è caratterizzato da una lunga tradizione agricola e vitivinicola, che nei secoli ha trasformato le colline in un vero e proprio mosaico di vigneti, piccoli boschi, cascine e borghi.

La storia di Verduno affonda le proprie radici nel Medioevo: il castello infatti rappresentò per lungo tempo un importante presidio del territorio quando, nel corso dei secoli, il paese entrò nell'orbita dei Savoia. Il legame con la dinastia sabauda sarebbe poi diventato particolarmente significativo nell'Ottocento, quando il castello fu acquistato da re Carlo Alberto.

Il Castello nella sua forma attuale, ha origini nel XVI secolo, mentre una parte dell'edificio venne successivamente ricostruita su disegno dell'architetto Filippo Juvarra e nel 1838. Carlo Alberto di Savoia acquistò il complesso, affidando la direzione della tenuta e della cantina al generale Paolo Francesco Staglieno, uomo d'armi ma anche appassionato ed esperto di enologia.

Questa presenza sabauda non fu soltanto una parentesi aristocratica: il castello divenne infatti un luogo importante per la sperimentazione enologica legata al Nebbiolo e alla nascente grande tradizione del Barolo

Dall'inizio del Novecento il castello fu patrimonio della famiglia mentre nel secondo dopoguerra, Giovanni Battista Burlotto contribuì a trasformarlo anche in un luogo di ospitalità e incontri enogastronomici.

Successivamente, il matrimonio tra Gabriella Burlotto e Franco Bianco, appartenente a una famiglia storicamente legata alla produzione del Barbaresco, mise idealmente in comunicazione grandi patrimoni del vino piemontese: Verduno e Barbaresco, Barolo e Nebbiolo.




Attualmente Il Castello di Verduno possiede vigneti sia a Verduno che a Barbaresco; questa doppia appartenenza rappresenta uno degli elementi più caratteristici dell'azienda.

A Barbaresco si trova la cantina di vinificazione, mentre a Verduno i vini vengono imbottigliati e affinati nelle storiche cantine del castello. Barolo e Barbaresco vengono prodotti con fermentazione in tini aperti e successivo lungo affinamento in grandi botti di rovere: è una scelta che privilegia l'evoluzione lenta del vino e la capacità di esprimere il carattere dell'uva e del territorio.


I grandi vini del territorio


Il Barolo DOCG

Nasce dal Nebbiolo, vitigno principe delle Langhe: un vino di grande struttura, complessità e longevità, caratterizzato tradizionalmente da profumi floreali e fruttati che, con l'evoluzione, possono lasciare spazio a sensazioni speziate, balsamiche, di sottobosco e tabacco; in questo territorio il Nebbiolo trova condizioni particolarmente favorevoli e il Castello conserva nella propria storia il ricordo delle sperimentazioni ottocentesche volute da Carlo Alberto.

Il Barolo richiede tempo: può essere apprezzato per la sua austerità giovanile, ma trova nell'affinamento una delle sue caratteristiche più affascinanti: tannini e acidità si integrano progressivamente, mentre il quadro aromatico diventa più complesso.


Barbaresco:

Se il Barolo rappresenta una delle massime espressioni della zona di Verduno, il Barbaresco DOCG testimonia l'altra grande area produttiva. Anche in questo caso il protagonista è il Nebbiolo, ma il diverso territorio produce una personalità distinta: il Barbaresco è generalmente caratterizzato da eleganza, profumi floreali, frutto rosso, spezie e una trama tannica importante ma raffinata.


Verduno Pelaverga

Se Barolo e Barbaresco rappresentano la grande enologia internazionale delle Langhe, il vino che più di ogni altro identifica il territorio è il Verduno Pelaverga DOC: si tratta di una delle rarità della viticoltura piemontese ottenuta dal Pelaverga piccolo, un vitigno coltivato in un'area molto circoscritta comprendente Verduno e parte dei comuni di La Morra e Roddi. La denominazione è stata riconosciuta nel 1995.

Questo vino ha colore rubino delicato, talvolta con riflessi violacei, e profumi freschi e fragranti; al naso possono emergere violetta e ciliegia, mentre con l'evoluzione acquistano importanza le caratteristiche note speziate, soprattutto di pepe verde e pepe bianco. Al palato presenta un interessante equilibrio tra acidità e tannini, che gli conferisce freschezza e agilità pur mantenendo una buona struttura. È proprio questa componente speziata a renderlo particolarmente riconoscibile e versatile a tavola; inoltre, secondo la tradizione popolare presenta proprietà afrodisiache. Al di là delle leggende, rimane un prodotto fortemente identitario: una piccola produzione capace di raccontare una comunità e un territorio.



Accanto a questi vini, l’Azienda produce anche Barbera d'Alba DOC, Dolcetto d'Alba DOC e Langhe Nebbiolo DOC ed inoltre grappe ottenute dalle vinacce di Nebbiolo e Pelaverga, distillate separatamente.

La ricchezza di Verduno e delle Langhe non si esaurisce naturalmente nel vino. La viticoltura convive con una gastronomia tra le più celebri del Piemonte: tra i prodotti simbolo del territorio troviamo il Tartufo Bianco d'Alba, autentico protagonista della cucina autunnale; le Nocciole Piemonte IGP, particolarmente apprezzate per aroma e finezza; i formaggi piemontesi, tra cui il Castelmagno DOP e la Toma Piemontese DOP; le carni bovine della tradizione piemontese; la Salsiccia di Bra, specialità della vicina Bra; oltre a funghi, miele, frutta e numerosi prodotti della piccola agricoltura locale.

Questa produzione qualificata ha determinato una cucina apparentemente semplice, ma costruita su materie prime di grande qualità: tajarin, agnolotti del plin, carne cruda all'albese, brasati al vino, bagna cauda e fondute sono alcuni dei piatti che meglio raccontano il rapporto tra Langhe, agricoltura e cultura contadina.

Nelle Langhe il vino non è semplicemente una bevanda che accompagna il pasto, è parte integrante della gastronomia: Il Barolo trova compagni naturali nei grandi piatti di carne, nei brasati, nella selvaggina e nei formaggi stagionati, mentre il Barbaresco, grazie alla sua eleganza, può accompagnare carni arrosto e preparazioni importanti e la Barbera, fresca e dotata di una piacevole acidità, è ideale con salumi, primi piatti e carni ed il Dolcetto è tradizionalmente legato alla tavola quotidiana. Il Verduno Pelaverga, infine, grazie alla sua freschezza e alle note pepate, può accompagnare salumi, primi piatti, funghi e formaggi, rivelandosi particolarmente interessante quando si desidera un vino territoriale ma non eccessivamente impegnativo.




mercoledì 9 settembre 2026

MILANO VETRINA DEL GUSTO: DEGU-STAZIONI NELLA METRO LILLA IL 27 SETTEMBRE

Evento innovativo che si terrà in 3 aree delle fermate di Garibaldi, Isola e San Siro Stadio

Il 3 Settembre c.m. presso le ampie sale dell’Hotel Gallia a Milano, è stato presentato Degu-Stazioni,un innovativo format  di degustazione, promosso e ideato dal movimento Somm is the Future, con al timone l’enologo, produttore e Head Sommelier del Ristorate Terrazza Gallia Paolo Porfidio.

Domenica 27 settembre, in aree dedicate della Linea Lilla di Milano, saranno presenti oltre 30 cantine e 50 Sommelier Mentor nelle stazioni di San Siro Stadio, Garibaldi e Isola,con l’obiettivo di trasmettere e promuovere la cultura del vino anche attraverso il racconto di importanti figure professionali come appunto i sommelier d’alta ristorazione.

 L’iniziativa è riservata ai partecipanti che avranno acquistato il biglietto dell’evento, che potranno così assaggiare e capire le peculiarità di diverse etichette tipiche di tutto il Belpaese, in maniera dinamica e mirata, in luoghi dove giornalmente passano circa 130000 persone.

Altro aspetto importante è che l’evento si terrà in tre diverse fasce orarie: dalle 12 alle 15, dalle 15 alle 18 e dalle 18 alle 21.

 Con questa iniziativa, Metro 5 Milano conferma la propria volontà di contribuire alla costruzione di una città sempre più attrattiva e capace di accogliere iniziative culturali in luoghi inattesi. La linea lilla, già conosciuta come la metropolitana dello sport per il collegamento con alcune delle principali destinazioni sportive e di intrattenimento della città, diventa così anche uno spazio in cui cultura, ospitalità e racconto delle eccellenze italiane possono prendere forma, arricchendo l’esperienza dei passeggeri e offrendo nuove occasioni di relazione con Milano.

Al centro del progetto c’è anche il ruolo della sommellerie professionale, intesa non solo come servizio, ma come strumento di racconto, relazione e diffusione della cultura del vino.

“Il vino deve tornare tra le persone”: questo in sintesi il pensiero di Paolo Porfidio, che crede molto nelle connessioni tra cantine, territori, nuove generazioni e luoghi della quotidianità, come ad esempio la Metro Lilla di Milano.

Così va bene!



domenica 6 settembre 2026

Il Viaggio del gusto di Borghi d'Europa : la Pasta ai Funghi Porcini con la Pasta Taccardi di Matera


La prima ‘sosta del gusto’ ha portato i giornalisti di Borghi d’Europa a degustare una ricetta sontuosa, interpretata con la pasta Taccardi.

Giallo Zafferano, nelle ricette di Deby, ne racconta la filosofia e la preparazione.

PASTA AI FUNGHI PORCINI

“In questo periodo accendo i fornelli solo la sera, e non può mancare nelle nostre tavole italiane, un buon piatto di pasta. Ero stufa dei soliti sughi, quindi ho optato per un condimento veloce da preparare ma davvero gustoso, ovvero ho usato i funghi porcini, io avevo quelli sott’olio interi.

Ma anche la pasta fa la differenza per far si che un piatto sia davvero buono. Ho optato per la pasta bio Taccardi, per fare questa ricetta ho scelto Tripolina, la buona pasta fatta in casa, come una volta.

Il grano duro viene stoccato con cura, affinchè non si sviluppino muffe, nel pastificio, la pasta prende forma attraverso le trafile in bronzo, con estrusione a freddo, per poi essere vibrata per aumentare la compattezza.

Successivamente la pasta viene essiccata lentamente fino a 24 ore, a basse temperature 38 gradi su dei telai in legno.

La pasta artigianale Taccardi viene fatta con metodi dell’800, con grano duro duro al 100% coltivato a Matera.

Potete seguire le novità su fb https://www.facebook.com/pastataccardi/ e seguirli su Instagram https://www.instagram.com/pastificiotaccardiofficial/


Veniamo alla ricetta.


INGREDIENTI

500 g di pasta

1 vasetto di funghi porcini

Prezzemolo

Carote

Olio EVO

Sale

Pepe

Aglio

PREPARAZIONE

Mentre la pasta si cuoce, nel frattempo tritate fine fine, il prezzemolo, la carota, e mettete a soffriggere con un filo di olio, e uno spicchio di aglio, tritate i funghi, lasciateli abbastanza grandi. Cuocete giusto qualche minuto, aggiungendo sale e pepe.

Una volta cotta la pasta, versate il tutto nel wok, saltate per qualche minuto e servite.