mercoledì 22 aprile 2026

SAPORI DEL SUD A MILANO: SUCCULENTA A CITY LIFE

 




Il racconto di una cena dall’accento pugliese e campano nella modernissima zona di City Life a Milano

Milano, 23 Aprile 2026- In Piazza 6 Febbraio a Milano, a due passi dal modernissimo quartiere di City Life esiste una tana del gusto pugliese e campano: il Ristorante e Pizzeria Succulenta, gestito con passione da Matteo Mottola, che porta con sé oltre un secolo di tradizione familiare nella ristorazione, coniugandola con una sana innovazione.

 

La storia di Succulenta parte dalla Puglia, con la nonna di Matteo Mottola che cucinava piatti deliziosi e dai sapori veraci e autentici per tutta la famiglia, per proseguire con la madre chef e il padre pizzaiolo, sino ad arrivare nella metropoli meneghina.

 

Succulenta è un ambiente caldo ed essenziale dove il senso di convivialità emerge appena entrati: la redazione della testata giornalistica Borghi d’Europa ha avuto il piacere di provare a cena la cucina del locale, rimanendo molto soddifsfatta.

 

I sapori pugliesi sono tangibili negli antipasti caldi come le Polpette al Sugo di carne di Podolica, pane, Grana Padano, aglio, olio EVO e basilico fresco e la Burrata in Carrozza, ovvero la Burrata delle Murge passata in uovo e panata.

 

Altri piatti che ricordano la gastronomia pugliese sono certamente l’antipasto fresco della Burrata delle Murge con Capocollo di Martina Franca, rucola, olio EVO, pomodori secchi e sbriciolato di tarallo e naturalmente dei primi piatti famosi come le Orecchiette di Cerignola alle cime di rapa e quelle con le Polpette di Podolica (realizzate a mano con la farina di Senatore Cappelli).

 

Per la clientela che preferisce piatti a base di pesce, impossibile non menzionare i Fritti di calamari, le Linguine alle vongole e il Baccalà sale e pepe.

 

La cena da Succulenta è poi proseguita provando le pizze, sia classiche che creative/gourmet che evocano la migliore tradizione campana: veramente deliziose la REGINA SUCCULENTA con  Crema di patate, provola affumicata di Agerola, guanciale croccante, pomodori del Piennolo del Vesuvio, scaglie di cacioricotta, basilico e olio EVO e la BUFALA SUCCULENTA con Pesto di basilico, Bufala Campana DOP, patate al forno e rosmarino, basilico e olio EVO.

 

Per ogni piatto vengono usati ingredienti d’eccellenza e stagionali, come la

 la pasta Gentile, il pomodoro Regina San Marzano, la provola di Agerola e le mozzarelle del casertano.

 

Ad accompagnare questa ottima cena dall’accento pugliese campano da Succulenta è stata scelta una Falanghina del Sannio DOC di Serro Cielo, fresca e sapida, ma la clientela può anche trovare

 il Primitivo Tre Compari, il Negramaro Enneoro e l’esclusivo Negroamaro rosato Dama della Cantina Schiena e poi una selezione di birre anche artigianali.

 

Tra piatti generosi, ingredienti eccellenti e una proposta beverage curata e mai banale, Succulenta porta a Milano il gusto del Sud, con l’anima di una trattoria contemporanea e la passione di chi la cucina ce l’ha nel sangue. Un ristorante che non segue le mode, ma i sentimenti.

 

Evviva!

 



giovedì 16 aprile 2026

MILANO VETRINA DEL GUSTO: GIARDI’ E I SUOI PIATTI PLANT BASED E COLORATI

 




Nella metropoli meneghina, come sempre frenetica e in perenne movimento, esistono dei luoghi del gusto dov’è possibile nutrire anima  e corpo in maniera brillante e colorata: un esempio calzante è Giardì, aperto da luglio 2023 e situato a pochi passi dalla Stazione Centrale, dall’idea e la passione della coppia formata dallo Chef Tommaso Coppola e la moglie Michela Rubegni.

La peculiarità di Giardì è la cucina, totalmente plant based, dove i vegetali sono protagonisti indiscussi di piatti rigorosamente stagionali e gustosi.

Qui la clientela trova un’ottima scelta (colazione, pranzo e cena) in un ambiente sicuramente conviviale, con prezzi decisamente appetibili per la città di Milano: da Giardì il concetto di plant-based  viene pensato e valorizzato appositamente per chi vuole mangiare bene, con consapevolezza e tanto sapore.

 

La location offre 25 posti interni e 20 nel dehor esterno ed è possibile scegliere anche la formula take away.

Un altro aspetto significativo è la cucina a vista, che regala trasparenza e voglia di mangiare.

 

Borghi d’Europa ha avuto la possibilità di provare la cucina vegetale e colorata di Giardì a pranzo, trovando molto originali ed accattivanti il Pure veg taco Tortillas di mais, gazpacho, veg ragù, tzatziki, cavolo marinato, paprika con cuori di lattuga crunchy e citronette,  i Noodles salad Udon acqua e farina, mix di legumi beamy, zucchine, carote, salsa miso, sesamo e paprika , interessante aromaticamente la Focaccia olio e rosmarino e molto gustose anche le verdure arrosto con semi di sesamo e olio Evo.

 

Poi, oltre a questi, va ricordato che i piatti icona più amati dalla clientela di Giardì sono lo  Uao Burger (Double Patty, bun, cheddar vegetale, cavolo viola, salsa DCB e insalata con patate arrosto al rosmarino e mayo veg) - incoronato da Joe Bastianich il “veggie burger più foodish di Milano”, nel programma"Foodish", in onda su TV8 - e i Mondegreen (mondeghili vegetali, legumi broccoli e patate, gazpacho, patate dolci, zucchine, fagiolini, cipollotto, piselli con maio alle erbe).

Originalità, eleganza cromatica e sapori chiari che si fondono col concetto di sano e nutriente:tutto questo è Giardì in Via Napo Torriani a Milano.

Così va bene!

 

 

Alessio Dalla Barba

 

 


venerdì 27 marzo 2026

DA MANDURIA A MILANO: I PRIMITIVO DI FELLINE PROTAGONISTI

 




In occasione del consueto appuntamento “Campus Life Wine Tasting” organizzato dal Politecnico di Milano, il Primitivo di Manduria è stato - per due serate consecutive - oggetto presso l’ateneo milanese di un approfondimento enografico ed enogastronomico.

 

A condurre la masterclass, dal titolo “I Cru del Primitivo di Manduria”, lo stesso produttore che li ha realizzati, Gregory Perrucci, anima della Felline Agricola, tra i pionieri della rinascita di questo vino, nonché di altre varietà autoctone pugliesi.

 

Il corregionale Prof. Pierangelo Metrangolo, del Politecnico di Milano, introduce la serata durante la quale vengono servite, in abbinamento ad ognuno dei quattro “Cru”, delle piccole proposte gastronomiche pugliesi.

Poi il secondo incontro, che si è tenuto presso l’Aula Magna della sede del Politecnico di Milano, in Leonardo.

 Prima dell'appuntamento "Campus Life Wine Tasting  la Felline Agricola ha scelto uno spazio emblematico per la cucina pugliese, l’Osteria Ricci per accogliere in un ambiente “di casa” personalità della comunicazione enogastronomica regionale.

Come spesso accade tra sostenitori della dimensione culturale del vino e della cucina (quest’anno, la nostra celebrata come Patrimonio Universale) l’incontro che doveva vertere sul Primitivo di Manduria e i “cru” individuati dalla Felline, si è via via esteso al metodo classico intitolato a Edmond Dantès e alla origine “tarantina” del romanzo di Dumas; al rosato Polignano, reminiscenza degli antichi “Trani” milanesi; alla riscoperta e rinascita del Susumaniello, vino figlio di un antico Dio romano; alla peculiarità dei Racemi e al “negletto” Rosato passito di primitivo: Impassibile.

Borghi d'Europa, molto attenta alla comunicazione delle eccellenze pugliesi ha partecipato all'incontro da Ricci Osteria, focalizzandosi sui 4 Primitivo, tutti cru:

- Primitivo Felline 2022 Dop: da suoli di terra rossa, ha un bel naso complesso ed intenso, con un susserguirsi di note di frutta rossa ed erbe officinali, al palato rivela un'ottima struttura,

- Primitivo Giravolta 2020 Dop: da suoli di terra bianca, possiede delle belle note fruttate che ricordano la confettura di amarena e marasca, spezie dolci e un ottimo equilibrio,

- Zinfandel Sinfarosa 2020 Dop (Zinfandel Californiano): da suoli di terra nera, è un rosso che esprime speziatura e mineralità, con un bel finale e una buona persistenza,

- Primitivo Dunico 2020 Dop (solo 10000 bottiglie prodotte): rosso elegante, caldo ed avvolgente, da meditazione

A tavolal si sono susseguite deliziose portate che Vinod Sookar, chef e marito di Antonella Ricci, ha voluto proporre rendendo ancora più fluide e “mediterranee” le conversazioni. Il vino e il cibo infatti sono stati coniugati con gli argomenti più coinvolgenti della dimensione umana: cinema, letteratura, viaggi, musica, compagnie, cibi afrodisiaci, nuove e antiche modalità di condivisione…

Insomma un interessante excursus intorno alla Puglia da vivere e da bere, ma anche da ricordare e sognare. Un po’ quello che Felline propone ogni giorno attraverso i suoi vini ma anche accogliendo i visitatori nel suo Spazio Primitivo a Manduria.

In alto i calici!

venerdì 20 marzo 2026

SAPORI DI TRADIZIONE LOMBARDA: IL RISTORANTE BAITA VALTELLINESE A SEREGNO

 




E’ sempre estremamente importante tramandare le tradizioni culinarie locali: una sorta di atto culturale, dove una serie di materie prime d’eccellenza vengono esaltate in maniera efficace.

Tra le varie cucine tipiche della Lombardia c’è indubbiamente quella valtellinese, che è schietta, saporita e povera ed evoca storie di una terra di confine dall’anima montana, caratterizzata dall'uso distintivo del grano saraceno, da formaggi d'alpeggio e da salumi pregiati come la bresaola e la slinzega, senza dimenticare i grandi rossi da uva Nebbiolo Chiavennasca.

A Seregno, in Monza Brianza è aperto da dicembre 2023 il Ristorante Baita Valtellinese, che propone i piatti cardine della tradizione alpina lombarda in un contesto caldo e accogliente, come una vera baita di montagna.

Il locale di Seregno è gestito da Whim Group (gruppo che possiede altri tre locali nel paese brianzolo), grazie alle idee imprenditoriali di Nicolò Caparra, figura da sempre attiva nel settore della ristorazione e dispone di circa 120 coperti.

 

La gentile clientela può davvero fare un viaggio del gusto valtellinese, potendo scegliere sia alla carta che il menù degustazione che include il tagliere della Baita, i formaggi d’Alpeggio, i Pizzoccheri di Teglio, le Costine al Lavècc, la Luganega di Bormio e la Polenta dei Nonni.

I giornalisti e comunicatori di Borghi d’Europa, hanno potuto provare alcuni piatti iconici del locale brianzolo, ritrovando sia nell’estetica che nel gusto i sapori valltellinesi.

Sono stati provati prima tra gli Antipasti di montagna la Tartare Bosco e Braci (tartare di manzo con porcini trifolati), l’Uovo del Bosco (uovo biologico cotto a bassa temperatura su nuvola di purè e crumble croccante di castagne) e poi direttamente tra i i secondi il famoso Tzigoiner del Boscaiolo, ovvero un succulento e morbidissimo spiedino di scamone avvolto nel lardo e arrostito sul bastoncino di legno.

Per quanto riguarda la Carta Vini, presso la Baita Valtellinese si possono trovare degli ottimi rossi da uva Nebbiolo Chiavennasca di aziende valtellinesi come Plozza, Nino Negri, Mamete Prevostini e Barbacan che ben si sposano coi piatti tipici del ristorante.

Evviva!

lunedì 9 marzo 2026

MILANO VETRINA DEL GUSTO: CANTINA DI CASTELLO DI UVIGLIE AD EUSTACHIORA

 



E’ quasi arrivata la primavera e la metropoli meneghina è in continuo fermento, con numerosi eventi che promuovono le eccellenze dell’agroalimentare da tutto il Belpaese: dal 9 al 17 marzo torna infatti la degustazione itinerante EustachioOra, con protagonisti tre vini del Monferrato della Cantina Castello di Uviglie nei locali Polpetta Doc e Sapori Solari aderenti all’iniziativa.

Cantina Castello di Uviglie non porta semplicemente dei vini, porta un paesaggio, una storia, una materia viva che affonda le radici nel 1491.

Oggi, con 45 ettari vitati e una produzione sostenibile certificata SQNPI ed Equalitas, la Cantina Castello di Uviglie custodisce vigneti che arrivano fino a 60 anni di età, lavorando con rispetto, precisione e visione contemporanea. Ma Uviglie è prima di tutto una famiglia.

E Davide e Francesca, cugini, uniti dalla stessa visione, ne sono il cuore. interpretando un’eredità che non è solo storia, ma responsabilità viva. A EustachiOra, il loro vino non sarà solo degustazione, sarà racconto, stratificazione, memoria che diventa calice condiviso, un momento assolutamente idoneo per comprendere il territorio del Monferrato, molto minerale e ricco di marna bianca.

 

Sotto la collina, oltre 10.000 metri quadrati di cave millenarie scavate nella Pietra da Cantoni custodiscono il tempo e ospitano bollicine da uve Chardonnau e Pinot Nero di grande finezza, assieme ai rossi tipici del Monfferato come Barbera e Grignolino e Albarossa.

 

La degustazione sarà così articolata:

 

-        da Polpetta Doc LE CAVE MANDOLETTA Piemonte Spumante D.O.C. Brut Metodo Classico Millesimato 24 mesi CHARDONNAY E PINOT NERO ,

 

-        poi Hosteria - Monferrato Rosso D.O.C. | Rosso Fermo PINOT NERO E BARBERA 2022, degustabile sempre presso Polpetta Doc,

 

-        da Sapori Solari LE CAVE BARBERA Barbera del Monferrato Superiore D.O.C.G. | Rosso fermo 100% BARBERA

 

Un momento con tre etichette tipiche assolutamente da scoprire e gustarsi in convivialità!


martedì 24 febbraio 2026

IL RISTORANTE ISOLA CAPRERA: UN’OASI DEL GUSTO LODIGIANO

 A Lodi, al confine col Fiume Adda e la città Vecchia dal 1938 esiste il Ristorante Isola Caprera, una vera oasi del gusto locale, gestita con passione dalla Famiglia Meani: ad oggi al timone del locale c’è l’imprenditore Leonardo Meani, che appartiene alla terza generazione.

Il Ristorante ricorda la quiete della campagna, con un giardino suggestivo a pochi passi dall’Adda, dove in primavera si viene accolti dai pavoni, in una cornice di ortensie in fiore davvero splendido.

Poi i sapori lodigiani: intensi , veraci  e autentici in piatti imperniati di storicità e tradizione (dai formaggi tipici come il Pannerone, il Granone Tipico a primi piatti di pasta fatta a mano), che però vengono anche rivisitati.  

Rivisitazione e tocco d’innovazione: questo perché Leonardo Meani da poco più di un anno ha deciso di affidare la cucina di Isola Caprera allo Chef Andrea Ferrara, classe 2003 e una brigata formata da tutti giovani, una scelta coraggiosa e lungimirante.

Lo Chef Ferrara, dopo gli studi scientifici ha virato verso il mondo della cucina, maturando alcune esperienze significative, dapprima proprio all’Isola Caprera e poi come Sous Chef al TOW – TheOddWine di Milano, affiancando Andrea Griffini e lo Chef Filippo Abbattista, dove ha mostrato il proprio talento e predisposizione per una cucina contemporanea, schietta, che attinge alla tradizione per creare qualcosa di nuovo.

Borghi d’Europa ha avuto il piacere di provare il menu degustazione firmato dallo Chef Ferrara, trovando questa ricerca innovativa che parte dai sapori tradizionali del territorio lodigiano.

L’esperienza del gusto da Isola Caprera è iniziata coi lievitati da lievito madre e burro al lardo: Pane bianco (80% idratazione) con lievito madre, pane integrale (70% idratazione) con crosta di semi e focaccia di semola (80% idratazione), per proseguire con la Trippa fritta al Rosmarino e salsa allo yogurt, il Panbrioche e fegatini di Pollo e Vitello, la complessa Melanzana, Manzo e Pop corn (melanzana fritta, asciugata e marinata in salsa teriyaki delicata, con mirin, sakè e soia e adagiata su una battuta di manzo al coltello condita alla francese con tuorlo, olio, sale, pepe ed estratto di erba cipollina).

E poi, il Carciofo in varie cotture prima dei due primi piatti, il Risotto Carnaroli Mascarpone e Liquirizia e i Gyoza di genovese di Manzo, prezzemolo e Granone Lodigiano, molto gustosi.

Come seconda portata, un ottimo Rollè di Coniglio cotto a bassa temperatura con Scarola e pere.

E per finire il dolce: Ricotta, pere, Crumble di mandorle e limone.

I vini? Prima un Prosecco Superiore  Extrabrut di Marsuret, poi il Rosso Roverone di Nettare dei Santi di San Colombano ed infine col dolce un Moscato Igt Pavia di La Torre.

Va ricordato che il Ristorante Isola Caprera propone di giorno un Business lunch rapido ma raffinato, mentre la sera per cena l’offerta è ben più ricca, con diverse proposte per comprendere il gusto lodigiano in continua evoluzione.

Evviva!


mercoledì 28 gennaio 2026

MILANO VETRINA DEL GUSTO: L’EVENTO AUTOCTONO SI NASCE BY GOWINE

 



I vitigni autoctoni italiani sono espressione diretta del clima e del suolo in cui si sono evoluti e in tutto il Belpaese si registrano ben 545 varietà diverse di uve in zone specifiche.

E’ quindi fondamentale valorizzarli e comunicarli in maniera efficace, avendo identità e peculiarità ben definite:estremamente interessante è stata la tappa milanese del tour di degustazione “Autoctono si nasce”, giunta alla diciassettesima edizione, promossa come sempre dall’Associazione Gowine. 

L’evento di degustazione si è svolto giovedì 22 Gennaio c.m. presso le ampie sale dell’Hotel Melià e come sempre rivolto a stampa, operatori del settore ed enonauti, pronti a degustare e comprendere circa 100 vitigni autoctoni italiani con molti produttori presenti, oltre alla fornita parte Enoteca.

Al banco d’assaggio la redazione di Borghi d’Europa ha degustato:

- Di CANTINE COLOSI  (Pace del Mela ,Me)

Catarratto, Grillo, Inzolia, Malvasia, Moscato Bianco,

Nerello Mascalese, Nero d’Avola

- CAVE DES ONZE COMMUNES – Aymavilles (Ao)

Fumin, Gamay, Mayolet, Petite Arvine, Petit Rouge

- MARINIG – Prepotto (Ud)

Friulano, Pignolo, Refosco dal Peduncolo Rosso, Ribolla Gialla, Schioppettino

- TERRE ROSSE VALLANIA – Zola Predosa (Bo)

Pignoletto

- VILLA CERRUTI – Avolasca (Al)

Barbera, Timorasso

Poi  Piccole Vigne del Piemonte con le cantine:

CASTELLO DI RAZZANO – Alfiano Natta (Al)

Barbera, Grignolino, Nebbiolo, Ruchè

I DOF MATI – Fara Novarese (No)

Nebbiolo, Vespolina

Invece nella parte Enoteca assaggiati:

- CANTINE SAN MARCO – Frascati (Rm)

Spumante Brut Rosè Nero Ferrigno (da uve cesanese)


- FONTANAVECCHIA – Torrecuso (Bn)

Sannio Coda di Volpe 2024

Aglianico del Taburno Rosato Tabarosa 2024


- RICCHI F.LLI STEFANONI – Monzambano (Lago di Garda)

Metodo Classico Pas Dosè Essenza 2020

Lugana 2024


- TENUTA IUZZOLINI – Cirò Marina (Kr)

Calabria Igt Bianco Prima Fila 2024

Calabria Igt Rosso Principe Spinelli 2024

-

Tutte le diverse varietà di autoctoni assaggiati all’evento “Autoctono si Nasce” targato Gowine saranno ancora raccontate all’interno del Percorso d’informazione “Eurovinum, i Paesaggi della Vite e del Vino”, curato da Borghi d’Europa

Così va bene!