Sono ormai 20 i produttori della Marca Trevigiana che hanno sottoscritto il disciplinare volontario
Col Fondo Agricolo.
"Ci piacciono le mani - commenta Erik Moro, che con il padre segue l’Azienda Agricola Sergio Moro a Farra di Soligo (TV) -.” Quelle che si sporcano, che affondano nella terra, che selezionano un acino alla volta, che tagliano tralci, che gesticolano, che affettano salumi, che stringono altre mani. Abbiamo scelto di mettere, sotto il nome ColFondo Agricolo, tutte queste mani e quello che fanno per proteggere la tradizione dei rifermentati in bottiglia delle colline trevigiane. Un progetto che unisce i nomi di diciassette viticoltori, e delle rispettive aziende, con l’ambizione di portare lontanissimo – sì, anche sulla Luna – il vino della loro tradizione contadina. Un vino longevo che non ha paura di invecchiare, nemmeno in bottiglia. "
Annota la giornalista Antonella Pianca : “Il frizzante colfondo Batistàra, soprannome con il quale era conosciuta la Famiglia Moro, fa parte del progetto ”Colfondo Agricolo”. Un progetto nato dalla volontà di quattordici vignaioli per salvaguardare e valorizzare i rifermentati in bottiglia, conosciuti anche come vini col fondo, sur lie o sui lieviti. Il prosecco colfondo è il frizzante della tradizione rurale delle colline di Valdobbiadene, Conegliano ed Asolo. I lieviti contenuti nella bottiglia, con i primi tepori primaverili riprendono la fermentazione e, una volta terminata la loro azione, si depositano sul fondo della bottiglia; il vino risulta frizzante, secco e longevo.Una fascetta di colore diverso per ogni annata differenzia le bottiglie rigorosamente chiuse con tappo a corona. Ogni bottiglia, che deriva da uve selezionate dei Colli Trevigiani, è l’autentica interpretazione di ciascun produttore e trasmette la peculiarità del terroir e dell’annata da cui proviene. “Un vino lento, rispettoso del tempo e dei tempi”, che mantiene la tipica fragranza e freschezza di questa tipologia di vino. “Non una bevanda, ma la sublimazione di una vita, quella del vignaiolo”, come testimoniano i vignaioli come Erik, che aderiscono al progetto Colfondo Agricolo.”
Alla ricerca dei vini rifermentati, il viaggio enoico di Borghi d’Europa ci porta nei Colli Piacentini, al progetto costruito con la collaborazione informativa della Strada dei vini e dei sapori dei Colli Piacentini.
“Ci troviamo a Diolo, frazione di Lugagnano val d’Arda. La parte più alta delle nostre terre si trova nella riserva naturale geologica del piacenziano. Sono terre dal colore pacato, sabbiose, ricche di fossili risalenti al periodo del pliocene mediterraneo. I vini rispecchiano il terreno, leggeri nel colore e floreali nell’aroma senza eccesso di tannino e acidità.”
Così inizia il suo racconto Claudia, dell’Azienda Agricola Saccomani che assieme al fratello Luca
propone una viticoltura biologica nei Colli Piacentini.
“Da secoli queste colline sono vitate. I nostri nonni producevano vino per loro e venivano premiati per la magnifica uva da tavola prodotta, oggi rimane solo una piccola parte della tradizionale coltivazione di uva da tavola, e ci si è specializzati nella produzione di vini rifermentati in bottiglia”.
L’iniziativa voluta da Borghi d’Europa nell’ambito del progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriativo ionica), in occasione del turno di Presidenza Italiana alla IAI, ha portato alla collaborazione informativa con la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini e la Strada del Po.
“Siamo una famiglia, radicata in questo luogo da generazioni- continua Claudia-. Un filo di costa tranquillo e silenzioso immerso tra le prime colline del piacentino. Poche persone spesso amiche, tanta natura che lavora instancabile, animali che immersi nel silenzio ti riconoscono a distanza.
Qui manca la rincorsa alla produzione, al contrario, è un lavoro lento, continuo, di precisione e attesa. Ognuno ha il suo posto, ogni elemento viene rispettato nel suo ruolo e nel suo tempo.
“Siamo convinti che solamente salvaguardando l’ecosistema sarà possibile custodire e tramandare questa terra così come ci è stata consegnata. Lavoriamo secondo i principi della lotta biologica, rispettiamo le api e i nostri asini producono per noi il fertilizzante di cui le nostre vigne necessitano.”
L’Azienda produce soprattutto vini d’annata a rifermentazione naturale in bottiglia, con il solo uso di lieviti indigeni come ci ha insegnato la tradizione di famiglia.
“La rifermentazione in bottiglia – osserva Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d’Europa-, secondo il metodo ancestrale è una tecnica di spumantizzazione artigianale che affonda le sue radici nella tradizione contadina. Questo metodo prevede che il vino venga imbottigliato prima del completamento della fermentazione alcolica, permettendo ai lieviti naturali di completare la fermentazione in bottiglia, producendo così bollicine fini e un leggero deposito di lieviti sul fondo.”



