martedì 22 luglio 2025

MILANO VETRINA DEL GUSTO: IL RISTORANTE PORTICCIOLI E LA SUA ANIMA MEDITERRANEA E CONTEMPORANEA

 




A Milano in Via Losanna, vicino all’Arco della Pace e al modernissimo quartiere di City Life, ha aperto ad inizio 2025 il Ristorante Porticcioli Milano, grazie alla capacità di Riccardo Condorelli e del socio Lorenzo Postolache, forti dell’esperienza acquisita con l’altro Ristorante Al Porticcioli a San Felice del Benaco, sul Golfo Gardesano di Salò.

L’anima di Porticcioli Milano è prettamente mediterranea, in chiave contemporanea: la cucina è il regno dello Chef napoletano Ciro Tecchio, che propone piatti puliti, gustosi, a volte anche rivisitati, dove le materie prime di qualità fanno la voce grossa.

L’ambiente di Porticcioli è moderno, essenziale e ben curato e conta poco più di 30 coperti: la clientela qui può rilassarsi e concentrarsi sul gusto dei piatti con convivialità.

Il pesce è un elemento cardine della cucina di questo ristorante, ma anche l’elemento terra e le proposte vegetariane vengono esaltate, in modo da fornire una proposta più variegata a 360°.

Un altro tocco di modernità è rappresentato dalla carta dei Gin: da Porticcioli Milano tengono attualmente più di 40 Gin diversi (e anche le Toniche), proponendo degli abbinamenti mirati coi piatti dello Chef Tecchio, alternativa creativa alla comunque fornita Carta dei Vini del Locale.

L’Italia del Gusto ha avuto il piacere di provare a cena due abbinamenti di piatti di terra con due Gin Tonic, iniziando però con gli antipasti abbinati a due bollicine:

-        prima con la Tàrtare di Scottona condita con fiori di cappero, cetriolino sottoaceto, scalogno, senape, scorza di limone, olio, sale, pepe, barchetta di femore arrosto, maionese al finocchietto, lamelle di tartufo e cipolla rossa in agrodolce, con il Franciacorta Rosè di Centenari,

-        poi il Manzo servito con puntarelle, grana, pomodorini confit e sfere di balsamico e I Fiori di zucca  in tempura ripieni di ricotta su pesto di menta, abbinati al Franciacorta Dosaggio Zero sempre di Centenari,

Con le Le Orecchiette al Pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata, in pratica alla Norma, (piatto che ricorda le origini catanesi del titolare Riccardo Condorelli) è stato abbinato un Thomas Dakin Gin, coi sentori di ginepro, arancia e liquirizia e servito con una Tonica della Dandy, mentre col secondo piatto, le Costolette di agnello arrostite con fagiolini misti, pomodorini e menta è stato abbinato un London Dry Gin, molto più speziato e vigoroso, servito con una Tonica agrumata sempre della Dandy.

Il tocco di modernità rappresentato dall’insolito ma interessante pairing tra Gin Tonic e portate dall’animo mediterraneo è stato molto apprezzato e per questo motivo Porticcioli Milano verrà inserito all’interno del percorso d’informazione Milano Vetrina del Gusto e curato dalla redazione Milanese de l’Italia del Gusto.

Così va bene!


lunedì 14 luglio 2025

LA TRADIZIONE DI GRAGNANO A MILANO: OTTO PIZZA IN CORSO SAN GOTTARDO

 




Il Panuozzo e la Pizza nel ruoto le specialità campane provate da Borghi d’Europa da Otto Pizza

Milano, 14 Luglio 2025- Gragnano è un paese situato a sud della città Metropolitana di Napoli, circondato dalla catena dei Monti Lattari e famoso per la qualità della sua Pasta Igp trafilata in bronzo, ma anche per due specialità dell’universo della pizza campana come il Panuozzo e la Pizza nel ruoto.

Borghi d’Europa ha potuto assaggiare queste due prelibatezze della tradizione di Gragnano nel capoluogo meneghino, da Otto Pizza in Corso San Gottardo, a pochi passi dai frequentatissimi Navigli.

Otto Pizza è una piccola e vivace tana del gusto campano un po’ ancora inedito, aperto nel 2021 da Luigi De Pari, coadiuvato dalla moglie Giusy, che propone alla ciientela affamata i cardini della tradizione di Gragnano, partendo da lievito madre derivato da grani antichi e una farina di tipo 0, e per arrivare alle farciture originali, usando ingredienti locali al 100%, che danno quel gusto avvolgente e saporito al palato.

Il Panuozzo è  un prodotto da forno simile a una pizza farcita a mò di panino, nato negli anni '80 e diventato una specialità locale che spicca per croccantezza e sapore, quelli provati da Otto Pizza sono stati quello con Provola Affumicata di Agerola e friarielli e il Panuozzo con la stessa Provla di Agerola e la Porchetta di Ariccia.

Invece, la Pizza nel ruoto è famosa perché al posto di essere cotta direttamente sulla base del forno, viene cotta su una caratteristica teglia tonda e bassa, esaltando cosi sia morbidezza che croccantezza.

Le due Pizze nel ruoto provate da Borghi d’Europa sono state la Stracciata, con impasto realizzato con farina di grano tenero 0, germe di grano, lievito madre di "Grano Antico Risciola", datterino rosso, stracciata di bufala, pesto di basilico senz'aglio, olio extravergine e la Fresh, con Impasto con farina di grano tenero 0, germe di grano, lievito madre di "Grano Antico Risciola" zucchine e melanzane grigliate, stracciatella di bufala, lime, menta e maionese.

Non poteva mancare la proposta dolce: il Ruoto di Pizza dolce, con Nutella, cioccolato bianco e Pan di stelle.

Vari gusti (alcuni più freschi perfetti con la calura estiva, altri pìù classici della tradizione campana), uniti alla storicità della tecnica di realizzazione delle due specialità che richiamano Gragnano e alla passione messa da Luigi De Pari con la moglie Giusy, rendono Otto Pizza un luogo del gusto tipico assolutamente meritevole di essere comunicato e raccontato.

Così va bene!

 

 


giovedì 10 luglio 2025

Treviso l’Altra, il Percorso di Borghi d’Europa per gli spiriti inquieti e liberi ! – A Ogliano (borgo del gusto, di vini e ville venete) – I vini di Carmina della famiglia Sacchetto

 


Correva l’anno del Signore 1976 e l’Arci-Uisp del Veneto pubblicava un libro destinato a ravvivare il dibattito civile e culturale del territorio : Treviso l’Altra.

I testi di Giorgio Dalla Barba e le fotografie di Antonio De Marco si accompagnavano agli interventi di Andrea Zanzotto, Franco Batacchi, Giangiacomo Cappellaro, Roberto Paronetto, per raccontare una Treviso ‘diversa’, ‘altra’, per l’appunto.

Un esperimento : il libro visto come veicolo di cultura socializzante e quindi sottratto ai consueti circuiti di elite,per essere consegnato alla gente, come strumento di lavoro per una approfondita ricerca sulla realtà della Marca.

Testi ed immagini non indugiavano quindi nella sterile esaltazione degli aspetti paesisticamente più noti : cercano invece di scavare sotto la superficie dell’apparente per mettere a fuoco i problemi, le contraddizioni di un ambiente che – al contrario di quanto avviene nelle solite rievocazioni trionfalistiche, ove impera la ‘cartolina’- ha per protagonista l’uomo.

Ebbene, la rilettura dello straordinario intervento di Andrea Zanzotto (” Conoscere il passato e il presente per meglio preparare il futuro”), ha convinto i giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa, a riproporre un itinerario di conoscenza su ‘quei’ temi , visti oggi. Ecco la tappa a Conegliano.

Dal Castello di Conegliano

Sotto il paese, da cui giunge lieve

l’eco indistinta della vita urbana;

lungi, offuscata dalla bruma greve,

l’ampia pianura fino al mar lontana.

Più giù tra i prati bruni casolari

su cui biancheggia il fumo dei camini ;

son se lontani, sparpagliati e rari

e ognor più fitti quanto più vicini.

(ANONIMO,1925)

Le colline di Conegliano sono diventate un punto di riferimento per i giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa.

L’Iniziativa Adriatico Ionica (IAI) è un’organizzazione internazionale nata nel 2000 e che raccoglie alcuni dei paesi che si affacciano sul mar Adriatico e Ionico. È un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella Euroregione Adriatico Ionica. Il suo segretariato permanente ha sede nella città di Ancona, storico avamposto tra l’Europa occidentale, la Grecia e i Balcani, nella cinquecentesca Cittadella, detta anche Fortezza di Ancona.

Borghi d’Europa promuove il progetto ‘L’Europa delle scienze e della cultura’, sotto il Patrocinio della IAI.

Il borgo di Ogliano (Conegliano) era stato inserito da Borghi d’Europa nell’elenco dei beni culturali del 2018,Anno Europeo del Patrimonio Culturale, per il Percorso Internazionale Le Terre di Collina.

Nel 2021 Ogliano è stato inserito nel circuito dei borghi di collina, per poter realizzare scambi culturali finalizzati alla conoscenza e alla valorizzazione del territorio.

Così si è pensato di presentare anche la quarta tappa di Eurosostenibilità, dedicata a quando una attività nel settore finanziario può dirsi ecosostenibile , al Ristorante Pizzeria 3 Stelle, con la consulente finanziaria e patrimoniale Laura Panizutti.

Ma l’incontro con Ogliano ha significato molto per i giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa.

Soprattutto per l’incontro con la famiglia Sacchetto.

“L’azienda vitivinicola Carmina è circondata da circa 15 ettari di vigneto posto sulle colline a nord est di Conegliano, dove da sempre la vite offre il meglio di sé e dove in particolare il Prosecco ha trovato la sua dimora naturale.”

L’amore per il proprio territorio e la ricerca di tecnologie sempre nuove accompagnano la famiglia Sacchetto da ormai tre generazioni.

“Oggi come ieri, realizziamo i nostri prodotti con la stessa passione.”

Così l’abbinamento di vini ineccepibili con temi culturali di grande respiro, è avvenuto in

modo del tutto naturale, senza forzature o preoccupazioni  pubblicitarie.

La famiglia Sacchetto esprime le proprie convinzioni producendo vini semplicemente buoni.

Non vi sono grandi discorsi, ma percepiamo una discrezione che viene dalla Madre Terra e che si apprezza anche nei silenzi di una natura mai nemica.

In Cantina, “Tradizione e tecnologia convivono in Carmina, creando un’azienda innovativa ma attenta ai saperi che si tramandano da generazioni. Tecnologie avanzate, attenzione al territorio, cura di ogni pianta, vendemmia manuale e concimi naturali sono alcuni degli elementi che donano ai nostri vini quell’equilibrio naturale che li distingue. La cantina creata da nostro padre utilizzando tecnologia e macchinari d’avanguardia è la migliore garanzia per non alterare il vino nelle sue caratteristiche più naturali e che utilizza al minimo prodotti chimici, per rispettare ed esaltare al massimo la personalità dei vini di queste colline.”

Così in questo 2025 dedicato alle Terre di Collina, l’incontro con la cultura dei ‘cicchetti’ veneti, è stata ‘bagnata’ al meglio con CUVÉE CONEGLIANO VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE EXTRA DRY DOCG cuvee.

“La Cuvèe “C” nasce dalla felice intuizione di unire alla vivace briosità del prosecco giovane un tocco di vino ottenuto da uve passite. Si è così creato uno spumante che si distingue per la spiccata personalità degli intensi profumi di frutta e fiori e dei sapori lunghi e freschi. La raccolta delle uve viene fatta a mano selezionando le vigne migliori per esposizione ed età. La vinificazione avviene separatamente ed a temperatura controllata per circa 40 giorni. Per la spumantizzazione si utilizza il metodo Charmat per mantenere ed esaltare i profumi freschi dell’uva unendoli a sapori sapori eleganti e ad una spuma ricca e cremosa.”

” Così, ritrovare l’umano nelle sue radici,salvare le peculiarità delle piccole patrie regionali e locali,indagarne il passato, la “memoria”,in relazione con la struttura ambientale lungo il decorso storico, servirà a conoscerne meglio i problemi dell’oggi per affrontarli con maggiore energia e chiarezza di idee…Conoscere il vero volto della madre terra, o della propria piccola terra,nel quale restano impressi i segni del lavoro,tnato spesso sanguinoso, delle moltitudini oppresse nel passato, e che insieme conserva l’autorià di una armonia creata dalla natura e anche dall’uomo, è di estrema importanza,perchè costituisce una ben solida base per dar fiducia a una scommessa positiva sul futuro ” (Andrea Zanzotto)

Ecco perchè abbiamo scelto la famiglia Sacchetto e i vini dell’Azienda Carmina.

Così va bene !

domenica 22 giugno 2025

MILANO VETRINA DEL GUSTO: DA IZU ELEGANZA FUSION E VARIETA’ DI PIATTI

 




Il racconto di una press dinner volta a scoprire le portate non di pesce del Ristorante Giapponese in Corso Lodi

Milano, 22 Giugno 2025- Mettete assieme un ambiente caldo e raffinato, una cucina giapponese che fonde tradizione e rivisitazione nelle tecniche culinarie e lo studio e la ricerca di materie prime di grande qualità: il risultato è la realtà di Izu, ristorante fusion elegante sito in Corso Lodi, appena fuori dal centro della sempre vivace metropoli meneghina.

Izu è aperto dal 1993 e oggi guidato dallo Chef e patron Jin Hu, era inizialmente gestito dal padre dell’attuale titolare e comprendeva solo due vetrine con cucina espressa e poi via via, con passione e fatica, il locale si è ingrandito sino ad entrare nel Febbraio 2025 nella Guida Michelin.

Fondamentale per la crescita di Izu è stata l’esperienza personale di Jin Hu, tramandata dalla famiglia e da esperienze personali, che portano a una cucina giapponese fusion concettuale, che prevede ingredienti selezionati molto pregiati, stagionali e impiattamenti mai banali, molto creativi e colorati.

Izu era arrivato ad avere 120 coperti tra sala interna e dehor estivo, ma poi il numero è stato ridimensionato a 90, in modo da offrire più comodità alla clientela per godersi il viaggio del gusto giapponese.

Il pesce è un protagonista assoluto da Izu Milano: al banco del Sushi lavorano 4 persone, più altre 5 in cucina per un totale di 9 in brigata, coordinata con sapienza ed attenzione da Jin Hu, ma la varietà di piatti comprende anche portate di terra e vegetali, dando cosi un’offerta a 360° alla clientela.

Sono proprio le portate di terra e vegetali quelle provate dalla Redazione di Borghi d’Europa nel corso di una press dinner mirata nel contesto elegante di Izu: come primo piatto provato il PIEMONTE-GO TATAKI, Filetto di Manzo Piemontese scottato con salsa anti-cucho, poi successivamente i NIKU GYOZA, Ravioli di sfoglia di zafferano con maialino serviti con riduzione di salsa di soia e gli URAMAKI GREEN-GARDEN Verdure di stagione dorate, cream cheese, carpaccio di avocado con gocce di yuzu.

E ancora lo YAKI TORI SBAGLIATO, Pollo teriyaki su letto di patate cremose al Parmigiano, sino a concludere la serata con un fresco Sorbetto al passion Fruit.

E i vini? E’ presto detto, nel corso della Press Dinner a questi piatti sono stati abbinati un Cremant della Loira 2019 (sboccato nei primi mesi di questo 2025, da uve Chenin Blanc 100%), bollicina di grande vigore e sapidità e il  Vermentino “I Pini di Corsano” 2022 di Terenzuola (Colli di Luni), davvero atipico perché molto minerale, con sentori che ricodano gli agrumi e gli idrocarburi, vini selezionati accuratamente dal Sommelier Executive di Izu, Giuseppe Coletta.

Coletta ha ricordato che la già ben ricca carta dei Vini di Izu è in fase di cambiamento: verrà rivisitata, dando più scelta ai vini al calice, magari proponendo un vino del mese, cercando di valorizzare terroir tipici nazionali, senza scordarsi naturalmente delle etichette d’Oltralpe, imprescindibili per un locale elegante come Izu.

Evviva!


martedì 3 giugno 2025

Borghi d'Europa a VINOCALCIANDO 2025 - La partecipazione dell'Oleificio Andreassi e l'inserimento di Poggiofiorito nella rete dei borghi del gusto

 



Così come nel 2023 e nel 2024 , la rete di informazione Borghi d'Europa ha incontrato a VINOCALCIANDO a Caorle , il Comm. Matteo Andreassi.

"Nel 1953 Nicola Andreassi, classe 1900, ricordava con affetto il centenario della nascita del frantoio, tuttora ubicato in una parte di una parte del nostro stabilimento a Poggiofiorito, grazie all'opera iniziata 100 anni prima dal suo bisnonno. In passato, i macchinari erano rudimentali e non erano nemmeno alimentati con l'energia elettrica, ma la passione e l'entusiasmo per garantire un olio buono e genuino erano gli stessi punti di forza che oggi il Comm. Matteo Andreassi, frantoiano a tempo pieno come lui stesso si definisce, mette quotidianamente per la produzione dell'olio extra vergine di oliva di qualità. Oggi l'Oleificio Andreassi è apprezzato sul mercato nazionale ed internazionale, grazie ad un olio extravergine prodotto con olive selezionate di varietà Leccino, Gentile, Frantoio e Muraiolo, raccolte a mano da un personale esperto, appassionato e sempre aggiornato. L'olio viene ottenuto mediante un sistema di lavorazione a freddo secondo tradizione, avvalendosi allo stesso tempo di un controllo computerizzato delle temperature che permette all'Oleificio di offrire un olio sempre buono, fresco e genuino per condire i tuoi piatti. Grazie all'Oleificio Andreassi il borgo di Poggiofiorito è stato inserito nella rete internazionale dei Borghi d'Europa, nello speciale progetto di collaborazione con il Parlamento Europeo.

CENNI STORICI:



Poggiofiorito è un comune italiano di 798 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo, fa parte dell'Unione dei comuni della Marrucina. Poggiofiorito si distingue come piccolo paese, per un ampio parco pubblico che precede l'abitato nella strada che si percorre venendo da Orsogna, Ortona o Arielli. L'abitato possiede un vantaggio economico perchè è posto nella zona industriale ed artigianale tra Arielli ed Orsogna, ed è posto sulla S.S. 538 Marrucina che collega Ortona a Guardiagrele. In epoca romana il centro era una stazione di passaggio da Guardiagrele al porto di Ortona. Sono stati rinvenuti da scavi accidentati dei contadini negli anni '90, numerosi reperti archeologici, conservati a Chieti. In epoca longobarda alcune tracce, sempre dell'epoca tardo romana (VII secolo), sono stati ritrovati reperti, conservati nel Castello di Crecchio. Il borgo attuale fu fondato nel XVI secolo da feudatari del barone Crognale di Arielli, ed era costituito da gruppi di case di Casale, Fonte di Pojo ( il Poggio), e Villarielli, ossia il paese attuale. Il centro si sviluppò considerevolmente nella metà del Cinquecento, con la costruzione della chiesa di San Matteo (il Santo patrono del paese). Nel primo Novecento iniziarono i contrasti col confinante comune di Arielli a causa dell'ubicazione della stazione della costruenda linea ferroviaria Ortona-Guardiagrele, al punto che il consiglio comunale decise di cambiare nome da Villarielli a Poggiofiorito per troncare ogni riferimento di presunto legame o sudditanza con Arielli (Regio Decreto 31 luglio 1911 n. 909 pubblicato sulla G.U. n. 203 del 30-08-1911 ed entrato in vigore il 14-09-1911).

Nella seconda guerra mondiale il paese è stato duramente bombardato dagli alleati per cacciare gli occupanti tedeschi, giunti nel 1943 per inseguire Vittorio Emanuele III a Crecchio e poi Ortona. Negli anni '60 il paese è stato poi ricostruito e si è sviluppato a livello industriale con la creazione della zona industriale di Arielli.

mercoledì 28 maggio 2025

AMAMI ANCORA: BUON CIBO E OSPITALITA’ AUTENTICA

 Milano, 29 Maggio 2025- Milano è una città cosmopolita, frenetica e vetrina imprescindibile per molti settori, tra cui l’agroalimentare e la ristorazione, che rende la metropoli meta ideale di turisti, appassionati, buyers ed operatori: per questo la Redazione di Borghi d’Europa spesso comunica luoghi del gusto e prodotti d’eccellenza all’interno del percorso internazionale “Milano Vetrina del Gusto”.

Vicino alla nota e centrale zona di Porta Romana è nato nel gennaio 2024 Amami Ancora, secondo locale di Mauro Rossetto e la moglie Cristiana, visto il successo riscontrato con Amami Pizzeria e ristorante in zona Isola.

Da Amami Borghi d’Europa ha provato e apprezzato le pizze gustose e senza lievito (con possibilità di scegliere il tipo di farina), mentre stavolta da Amami Ancora il focus sono stati i “Piattelli” e le sfiziosità alternative alla Pizza Milanese.

In un ambiente moderno, curato e davvero accogliente sono stati provati tra la selezione di piatti di cucina semplici ma gustosi  (preparati con ingredienti ricercati e stagionali) i Mondeghili (con coulis di pomodoro pachino confit) e i Bastoncini di Riso allo zafferano al salto con crema di parmigiano, un’ottima rivisitazione della tradizione culinaria meneghina.

Poi, il tris di Crostini croccanti: quello al SALMONE con  Stracchino Croce, salmone Coho selvaggio, pachino confit, glassa al balsamico, lo ZOLA con Crema di gorgonzola Croce, noci e miele di ape nera sicula e il  RICOTTA con Ricotta Seiras, confettura agrodolce di fichi e speck croccante, molto succulenti.

Infine, la Semplicemente deliziosa, ovvero il Cuore di Parmigiana Amami, Cuore di melanzana con salsa di pomodoro, mozzarella e granella di pistacchio.

Come bevande in abbinamento sono state provate le altre due Birre Artigianali del Birrificio La Luppolaia di Michelangelo Caprese, la Belgian Blonde Ale, rotonda e strutturata e la Blanche, molto più floreale ed armonica.

Così va bene!

lunedì 26 maggio 2025

BESTWINESTARS 2025: VINI E DISTILLATI INTERNAZIONALI PROTAGONISTI

 




La sesta edizione della kermesse si è svolta al Palazzo del Ghiaccio di Milano

Milano, 26 Maggio 2025- Dal 17 al 19 Maggio c.m. si è svolta presso la funzionale e ampia cornice del Palazzo del Ghiaccio di Via Piranesi a Milano la kermesse Bestwinestars, giunta alla sesta edizione e volta a celebrare vini nazionali e non e anche il mondo dei distillati.

Tra le più importanti novità della rassegna, voluta e promossa dal gruppo Prodes italia, ci sono la recente nomina a Fiera di settore con il patrocinio del Comune di Milano e la nuova Piattaforma Ufficiale visit.bestwinestars.com, che ha permesso alle aziende partecipanti di connettersi con gli operatori del settore accreditati prima e durante la Fiera con un sistema di messaggistica molto comodo.

Il programma di Bestwinestars è stato ben diversificato con 8 masterclass e seminari, oltre alla premiazione dei Best Wine Awards condotta da Adua Villa, davanti a giornalisti ed operatori del settore.

Alto anche il numero di buyers esteri tra le presenze nei 3 giorni di rassegna: circa il 55 % tra distributori/agenti, importatori e poi gli enotecari e i ristoratori, senza contare gli appassionati enonauti, pronti ad ascoltare i racconti di tanti produttori di vino e spirtis e a degustare i loro prodotti di punta.

Borghi d’Europa, che da qualche anno partecipa con piacere a Bestwinestars cercando di comunicarne i valori all’interno del proprio percorso d’informazione Eurovinum, paesaggi della Vite e del Vino, prima di dedicarsi al grande banco di degustazione ha presenziato alla Masterclass “Allacciate le Cinture- Un viaggio nell’Italia del Vino alla scoperta di tre zone altamente vocate, con protagoniste le etichette di Luca Leggero di Villareggia (To), di Reguta di Pocenia in Friuli (Ud) e di Tenuta Ferrata dal versante nord est dell’Etna.

Invece, al Walk around Tasting molto apprezzati i vini di:

-Tenute Vignola di Olbia-Tempio in Sardegna, da segnalare il Li Brinchi Bianco Frizzante Sur Lie (da uve Vermentino) e il Jagamu Vermentino di Gallura Docg,

-Azienda Agricola Nenci di Chiusi nel Senese, realtà toscana a conduzione familiare dal 1972, che produce anche Olio, Confetture e Miele,

-Azienda Agricola Villa Sorbo di Galluccio nella zona vulcanica di Roccamonfina (Ce),

-Tenute La Greca, proveniente dal versante est dell’Etna, vini di grande mineralità ed equilibrio,

-dall’Abruzzo settentrionale, da Masciano Sant’Angelo l’Aziedna Agricola Casal dell’Arco, esistente dal 1932,

-Il Metodo Classico Nature Pinot Nero e il Passo Indietro Rosso (Blend bordolese Cabernet Franc e Merlot) di La Faretra di Gavorrano in Toscana (Gr),

-le espressioni di Erbaluce di Tenuta Roletto nel Canavese (To),

-l’Azienda Agricola Tre Pozzi, terre di Salento di Lecce,

-sempre dal Salento, ma a Brindisi, il Rosato Igp Salento Margotta 2024, 100% uve Negroamaro, coltivate ad alberello pugliese,

-l’Offida Docg Pecorino Sabbione e l’Offida Docg Passerina (assieme a una bollicina Metodo Classico 100% uva rara Garofanata 60 mesi s.l.) di Tenute Polini di Ascoli Piceno,

-le tipiche ed eleganti bollicine Metodo Classico Oltrepò pavese Docg 100% Pinot Nero di Sartieri 1931 di Casteggio,

-i Blanc de Blanc dell’Azienda Agricola Raineri Franciacorta di Erbusco (Bs),

-le espressioni di Nebbiolo Chiavennasca di Folini Cantina e Agriturismo di Chiuro in Valtellina

Infine, tra gli espositori dell’universo spirits e distillati, degno di menzione “Lacrima di Zeus” , un Gin di grande qualità di Botanical Hunters- Zeus Factory di Varese, una vera esplosione sensoriale bel equilibrata tra naso e palato.

Evviva!