giovedì 30 gennaio 2025

DEGUSTAZIONI A MILANO: “AUTOCTONO SI NASCE” BY GOWINE

 



All’Hotel Melià di Milano si è svolta la sedicesima edizione del banco di degustazione “Autoctono si nasce”, organizzato e promosso da Gowine, momento di celebrazione della cultura del vitigno autoctono e rivolto a stampa, operatori del settore ed enonauti.

Gowine Editore pubblicò anni fa un libro intitolato “Autoctono si nasce”, privilegiando quindi la valorizzazione di tali vini, dei loro terroir d’appartenenza e dei vignaioli che lavorano con passione.

All’evento al Melià erano presenti circa 75 tipi di vitigni autoctoni del Belpaese, suddivisi tra produttori presenti ed etichette nella selezionata parte Enoteca, oltre ai vini e prodotti tipici del CONSORZIO COCCONATO RIVIERA DEL MONFERRATO (Barbera, Bonarda, Nebbiolo).

La redazione della Testata Giornalistica Borghi d’Europa, da sempre attiva nella comunicazione dei vitigni autoctoni nel proprio percorso d’informazione “Eurovinum, I paesaggi della Vite e del Vino”, ha partecipato all’evento all’Hotel Melià, trovando molto interessanti i seguenti vini:

-        Il Fumin, il Mayolet e il Torrette Superiore della Linea Miniera (70% Petit Rouge, 20% Fumin e 10% Cornalin) di Cave Des Onze Communes di Aymavilles in Valle d’Aosta,

-        dalle colline trevigiane di Refrontolo il Prosecco Brut Docg le Rive, il Verdiso Frizzante e l’incrocio Manzoni 2023 di Colvendrà,

-        da Corno di Rosazzo in Friuli (Ud) il Pinot Grigio Bio 2023, la Malvasia Doc Isonzo Bio 2023, il Friulano Slalom Gigante Doc Friuli Bio 2023 (da 20 biotipi di Uva Friulano), il Refosco 2018 e il più raro Pignolo sempre 2018 di Adriano Gigante,

-        il Timorasso Brut Metodo Classico 24 mesi sui lieviti, il Timorasso 2023 e quello Riserva 2021 di Mandirola Vini di Casasco (Al),

-        il Timorasso Derthona 2023 dell’Azienda Agricola Mombisaggio di Tortona (Al)

-        le diverse espressioni di Vernaccia Nera di Serrapetrona di Terre di Serrapetrona dell’omonima località marchigiana,

-        dall’Abruzzo, il Pecorino,la Passerina e il Montepulciano di Pasetti Vini di Francavilla al Mare (Ch)

-        l’Aglianico, la Coda di Volpe, il Fiano e il Greco di Tenuta Del Meriggio di Montemiletto (Av)in Campania

Nella parte Enoteca invece apprezzati il Sicilia Cattarratto Metodo Classico Extrabrut 2020 di Alessandro di Camporeale (Pa), il Nettuno Bianco Dop Cacchione 2023 e il Nettuno Bianco Dop Neroniano 2023, 100% uva Bellone di Divina Provvidenza di Nettuno (Rm), il Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva Classico Utopia 2020 di Montecappone di Jesi (An), il Colli Orientali del Friuli Friulano 2023 e il Colli Orientali del Friuli Malvasia Lo Speziale 2023 di Scubla di Premariacco (Ud) ed infine la Barbera d’Asti Tenaglia 2020 di Tenuta Tenaglia di Serralunga di Crea (Al).

In alto i calici!

 


  

mercoledì 29 gennaio 2025

Borghi d’Europa e il 25°anno dalla nascita della IAI (Iniziativa Adriatico Ionica )

 


 


Il 2025 rappresenta il 25° anno dalla nascita della IAI (Iniziativa Adriatico Ionica).

L’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) è un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico-ionica.

La IAI ha origine il 19 – 20 maggio 2000 con la firma ad Ancona, da parte dei Ministri degli Affari Esteri di 6 Paesi rivieraschi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Slovenia), della “Dichiarazione di Ancona” sulla cooperazione regionale quale strumento di promozione della stabilità economica e politica e del processo di integrazione europea.

Ai 6 membri originari si sono aggiunti l’Unione di Serbia-Montenegro nel 2002 (in seguito alla scissione del 2006, sia la Serbia sia il Montenegro hanno mantenuto la membership nell’Iniziativa) e la Macedonia del Nord nel 2018, la cui adesione è stata promossa dall’Italia nel corso del suo anno di presidenza dell’Iniziativa (Giugno 2017 – Maggio 2018).

Ad oggi la IAI conta 10 membri, la Repubblica di San Marino è entrata a far parte dell’Iniziativa nel 2019 durante la Presidenza montenegrina.

Le Presidenze annuali da giugno a maggio dell’anno successivo si susseguono in base all’ordine alfabetico.

Membri

Albania, dal 2000

Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina, dal 2000

Croazia Croazia, dal 2000

Grecia Grecia, dal 2000

Italia, dal 2000

Macedonia del Nord Macedonia del Nord, dal 2018

Montenegro Montenegro, dal 2006

San Marino, dal 2019

Serbia, dal 2006

Slovenia Slovenia, dal 2000

Borghi d’Europa e il progetto L’Europa delle scienze e della cultura

L’ Associazione Culturale Borghi d’Europa ha promosso il progetto L’Europa delle scienze e della cultura, patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica), per realizzare un percorso informativo sui temi della sostenibilità.

I Paesi inclusi nel progetto sono: Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Macedonia del Nord, Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina, Grecia, Serbia e San Marino.

Le Regioni italiane : Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Marche, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Con Ufficio Stampa: a Milano.

Il progetto si è sviluppato negli ultimi cinque anni, finalizzando i propri interventi all’obiettivo

di ‘informare chi informa’ e permettere, così, una valorizzazione e una conoscenza delle 

iniziative delle Istituzioni Europee.


mercoledì 18 dicembre 2024

GHE SEM MILANO: L’ARTE DEL RAVIOLO CHE FONDE CINA E ITALIA

 




La Redazione di Borghi d’Europa ha avuto il piacere di provare la cucina di Ghe Sem di Via Monti, in zona Cadorna a Milano e di capirne l’idea innovativa, che è la pietra miliare di questo locale, voluto e aperto da Fabrizio Casolo nel 2016, assieme all’altra sede di Via Borsieri, nel quartiere Isola.

Fabrizio Casolo ha raccontato che inizialmente Ghe Sem era stato pensato come un posto da aperitivo che unisse il piacere di sorseggiare uno dei loro ottimi cocktails, stuzzicando dei succulenti Dim Sum, ravioli cinesi o dei Bao, paninetti ripieni cotti al vapore e poi via via, riscontrando il gradimento della clientela, si è trasformato in un ristorante che unisce l’arte e l’estetica dei ravioli cinesi con i sapori della tradizione culinaria del Belpaese, che emergono nei ripieni dei ravioli stessi.

Il Locale di Via Monti conta su circa 30 coperti dentro e altri 30 fuori, mentre quello in zona Isola 50 coperti dentro e altri 50 fuori, mentre il laboratorio di produzione dei ravioli è esternalizzato.

Una fusion del gusto cinese e italiano ben riuscita: Borghi d’Europa ha provato dapprima un Bao ripieno di sugo alla Norma, davvero appetitoso, come sorpresa iniziale del giorno (il cliente può anche scegliere ad esempio il Trevigiano con radicchio e gorgonzola oppure il Bao al gusto di ossobuco alla milanese).

Il viaggio del gusto innovativo da Ghe Sem è poi proseguito col pezzo forte della casa, ovvero i Dim Sum: ampia scelta per la clientela, tra ripieni vegetariani (e all’occorrenza anche vegani) come la Norma, il Ragù di lenticchie e la Cacio e pepe, di carne come la Carbonara, la Piemontese ( manzo, pomodoro, scalogno, cipolla caramellata e pepe) e Luganega e verza, poi di pesce come i Dim Sum al Salmone o al Polpo alla Luciana ed infine gli speciali come L’Ossobuco alla Milanese, la Diavola e il Calabrese (Nduja, mascarpone e pan grattato).

 

Naturalmente, da Ghe Sem c’è spazio anche per la proposta dolce, da fine pasto: buonissimi i ravioli al cioccolato, allo Strudel e il Bao dolce con nutella e pistacchio.

 

E il bere? A seconda della tipologia di ripieni dei Dim Sum o dei Bao che si vuole provare, da Ghe Sem è possibile optare tra birra, vino oppure naturalmente uno dei cocktails della casa.

 

Milano si conferma come una straordinaria vetrina del gusto, dove trovano spazio sia luoghi del gusto tradizionale che innovativo, come Ghe Sem, che anche grazie al personale qualificato e a materie prima di qualità sa rivisitare e reinterpretare egregiamente i sapori veri della cucina italiana.

 

Così va bene!


domenica 15 dicembre 2024

Luigi Veronelli e i vini autoctoni – La Recantina nella Storia : l’azienda agricola Emilio Sartor a Venegazzù


Si sa, la predilezione di Luigi Veronelli andava sicuramente per i vini autoctoni.

Paolo e Carlo Sartor, dell’azienda agricola Emilio Sartor di Venegazzù (Volpago del Montello), ci ricordano il Recantina.

Il Recantina è un vitigno autoctono di antica origine, quasi estinto all’inizio del Novecento e recuperato all’alba del terzo millennio, coltivato esclusivamente nella zona DOC del Montello e dei Colli Asolani.

Il vino (che affina 4 mesi in botti di rovere di secondo e terzo passaggio), suggerisce un itinerario sensoriale davvero interessante.

“Colore rosso rubino con riflessi porpora. Profumo vinoso con sentori di viola, ciclamino, frutta rossa di sottobosco tra cui ribes, mora e fragola appena raccolta, note di alloro, ginepro e pepe rosa completano il bouquet. Buona beva, fresco con struttura elegante abbinata a tannini morbidi e setosi. “

Gli abbinamenti gastronomici: Primi piatti con sughi importanti a base di carne, a carni sia bianche che rosse in genere e a formaggi di media stagionatura.

Borghi d’Europa ha ripescato il ricettario che Luigi Veronelli aveva dedicato alla carne di coniglio

in un numero della rivista L’Etichetta, riproponendolo con i vini dell’azienda agricola Emilio Sartor.

Era il 1991 e Veronelli aveva appena degustato il coniglio del Montello in una grande ristorante veneziano, accompagnandolo con i vini di casa Sartor.

La Recantina nella Storia

Così Paolo e Carlo Sartor hanno suggerito ai giornalisti di Borghi d’Europa il percorso storico

della Recantina.

“ Alla fine del 1600 lo scrittore Giacomo Agostinetti cita più volte la Recantina o Recardina tra le migliori varietà coltivate nel trevigiano. “…. Nel nostro paese (Cimadolmo,nella pianura a sinistra del Piave) per lo più si fanno vini per Venetia di una uva nera che si chiama recandina,altri la chiamano rabosa per esser di natura forte.” .L’Autore cre una certa confusione tra le due varietà.

Nel 1700 distingue nettamente Recaldina e la Rabosa. Domenico Zambenedetti che, circa un secolo dopo Agostinetti, nella memoria presentata alla Accademia Agraria degli Aspiranti di Conegliano, consiglia la Recaldina tra le varietà da piantare sulle colline,ma ribadisce che “ la Rabosa nemmen si conosca sui colli”.

Anche nella Ampelografia generale della Provincia di Treviso (1868) si distinguono nettamente la varietà Rabosa nostrana, Rabosa Veronese e Recaldina nera. Per quest’ultoma varietà,che viene descirtta senza riportare la tavola fotografica del grappolo,si ipotizza comunque una possibile sinonimia con la Friulara (Raboso Piave) del Padovano e con la Bassanese. Si riporta inoltre che il vino ottenuto dalle uve di questa varietà “ si chiarifica con facilità e scarseggia di materia colorante e riesce quasi sempre inferiore da solo”

Nell’indagine condotta da Angelo Vianello e Antonio Carpenè pubblicata nel 1874 (La vite ed il vino nella Provincia di Treviso)la Recandina risultava tra le uve rosse più coltivate in 3 Comuni della Provicnia di Treviso, 2 nel Distretto di Asolo e 2 nel Distretto di Castelfranco, per un totale di 28.815 hl di vino.La sua coltivazione si colloca quindi in un’area nettamente diversa da quella del Raboso.

Nell’opera “ Ampelographie” (1909) Pierre Viala e Victor Vermorel citano la Recaldina nera

come “ Nom de cepage italien de Trevise” ( Trad. : Nome di un vitigno italiano di Treviso).

Poi il silenzio. Nel Novecento nessun ampelografo o ricerca viticola parla più di questa varietà, come fosseimprovvisamente scomparsa.Ma la Recantina sopravviveva nella memoria dei viticoltori, e anche in alcuni vecchi filari e vigneti dei Colli Asolani..

Nel lavoro di ricerca,iniziata verso la fine dello scorso millennio, sono state recuperate in aree diverse, viti diverse chiamate con il nome di “Recantina” (Cancellier.S.,2004). Queste manifestavano tra loro delle differenze che sono state evidenziate dai controlli effettuati successivamente sulle piante moltiplicate e trasferite nei campi di conservazione.

Le prime ricerche hanno trovato a Fonte Alto (TV) la Recantina a pecolo scuro e la Recantina a pecolo rosso (per la indubbia caratteristica del colore dei due piccioli) ; a Castelcucco (TV) una Recantina denominata col nome dell’Azienda (Forner),per distinguerla dalle precedenti.

Le ‘Recantine’ così recuperate sono state Iscritte al Registro Nazionale delle varietà di vite ed autorizzate alla coltivazione a livello Regionale :

-Recantina = Recantina Zona Montello e colli Asolani

-Recantina Pecolo Scuro= Pecolo Scuro Zona Tutto il territorio Regionale

-Recantina Peccolo Rosso= Recaldina Zona Montello e colli Asolani.

Altre piante chiamate ‘Recantina’ viste cronologicamente successivamente all’inizio del lavoro di recupero e recuperate nella zona di Asolo, storicamente sopravissute nella memoria soprattutto aipiedi della collina chiamata di San Martino ma sul territorio comunale di Maser, si presentano abbastanza simili alle prime due, e soprattutto alla Recaldina.

giovedì 12 dicembre 2024

MILANO VETRINA DEL GUSTO: LA CUCINA E LA PIZZA NAPOLETANA DEI FRATELLI COPPOLA

 

Nell’esigente e importante piazza di Milano spesso si distinguono realtà del settore agroalimentare e della ristorazione ricche d’identità e provenienti dal altre zone del Belpaese: questa volta Borghi d’Europa ha provato la cucina e la pizza napotelana dei Fratelli Coppola, che ha la sede milanese vicino al centro e a due passi dalla Stazione Centrale.

Una storia che parte da lontano, precisamente dal 2004, quando i tre fratelli Coppola Ciro, Antonio e Katiuscia, napoletani veraci e pieni di passione, si formano nel locale di famiglia aperto a Como e poi passo dopo passo arrivano ad ingrandirsi, con le aperture di un’altra sede sul Lago di Como, una a Bergamo e quella di Milano, aperta nel 2017 (locale aperto 7 giorni su 7).

Una famiglia, un brand, che si prefigge di far conoscere e tramandare la vera tradizione culinaria partenopea, specialmente quella della pizza, magari aggiungendo un tocco di creatività ed innovazione.  Un esempio? La famosa pasta e patate con il gambero rosso di Mazara del Vallo.

La tradizione napoletana emerge sin dagli antipasti tipici della friggitoria: Borghi d’Europa ha infatti degustato “La Partenopea”,piatto ricco e succulento con crocchè di patate, arancini, mozzarella in carrozza, montanarine con pomodoro, mozzarella e grana padano Dop.

Poi la pizza: napoletana al 100%, con un impasto davvero morbido e più digeribile e il tipico bordo più alto. Qui la scelta è ricaduta tra due pizze della Selezione Gourmet, create dai F.lli Coppola, come la Zucca e Castelpoto (Crema di Zucca, Fiordilatte,Salsiccia Piccante stagionata di Castelpoto Presidio Slow Food, basilico e olio Evo i 3 Colli Tenuta Cavalieri Pepe) e quella Culatta, Pistacchio e Stracciatella (Fiordilatte, Culatta di Zibello dell’Azienda Gualerzi, pesto e granella di pistacchio, stracciatella pugliese, basilico e olio Evo i 3 Colli Tenuta Cavalier Pepe).

Infine, provati dalla carta dei primi piatti, dove i Coppola ci mettono il loro tocco innovativo, la Pasta Zucca e Nduja di Spilinga (Pasta mista di Gragnano Igp Gerardo di Nola, crema di zucca amalgamata con provola affumicata e Nduja di Spilinga), davvero molto interessante e bilanciato tra tendenza dolce e piccantezza mentre per i piatti di pesce una classica e mai banale Frittura di Gamberi e Calamari, ben realizzata. Tra i piatti di pesce spiccano anche i Moscardini alla Luciana e la Grigliata mista di pesce.

Per quanto riguarda il bere, dai F.lli Coppola si può scegliere tra Birra (anche artigianale) e una carta di vini campani al 100%, scelta saggia e territoriale.

La Cucina partenopea (e la pizza) dei F.lli Coppola è una realtà ormai consolidata nella ristorazione lombarda, che verrà ancora raccontata da Borghi d’Europa all’interno del proprio percorso d’Informazione Milano Vetrina del Gusto.

Così va bene!

venerdì 8 novembre 2024

MILANO VETRINA DEL GUSTO NAZIONALE: LA 19* EDIZIONE DI GOLOSARIA

 




Dal 2 al 4 Novembre c.m.  si è tenuta per la prima volta negli ampi spazi dei padiglioni di Rho Fiera Milano la 19° edizione di Golosaria, la manifestazione dedicata al gusto nazionale a 360°, comprendente produttori storici e start up innovative, come sempre voluta e promossa da Paolo Massobrio e Marco Gatti, ideatori del libro IlGolosario.

Il tema di Golosaria 2024 è “Territori, identità e futuro”: davvero accattivante pensando alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari.

Borghi d’Europa ha fatto tappa a Golosaria il primo giorno, con l’obiettivo di trovare e raccontare produttori che rispecchino il loro terroir locale, sia nell’area Food ( 200 produttori) che in quella Wine (150 Cantine selezionate accuratamente da Gatti e Massobrio).

Inizialmente, è stato fatto un approfondimento sulle eccellenze della Regione Calabria, ben presente a Golosaria con diverse aziende, grazie anche al Portale del Turismo Calabria Straordinaria.

Qui, davvero succulenti salumi e carni del Salumificio Tradizionale Mandarino di Belsito (Cs), poi ottimi i prodotti ittici del Laboratorio Lucchetta Società Cooperativa di Cirò Marina (Kr) e straordinari i panificati in esposizione da parte dell’Inap (Istituto Nazionale Assaggiatori Pani con sede ad Altomonte, nel Cosentino), mentre per i vini, sicuramente degni di menzione quelli di Cantine Rombolà di Brattirò, in provincia di Vibo Valentia.

Poi, nell’Area Food interessanti i Gel artigianali di frutta ed ortaggi , sia dolci che piccanti dell’Azienda Agricola Massimo Biaggioli di Strada Romana (Viterbo) e i prodotti a base di cioccolato artigianale del Laboratorio Tosca, nato nel 1985 nell’hinterland di Cremona.

Invece tra le etichette vinicole presenti nell’area wine promossi: gli Spumanti Trentodoc Metodo Classico di Delati di Aldeno e di Terre del Lagorai di Castel Ivano in Valsugana, poi gli Spumanti Metodo Classico di Pinot Nero de La Piotta di Montalto Pavese, i Soave belli minerali di Anselmi di Monteforte d’Alpone (Verona) e il Pinot Grigio delle Venezie Pas Dosè di Enotria Tellus di San Polo di Piave, nel Trevigiano.

Tra i rossi: sempre da San Polo di Piave il Merlot e il Raboso (Marca Trevigiana Igt)  di Antonio Facchin, poi i Dolcetto di Ovada Docg di Paschetta Vini di Carpeneto (Al), le diverse declinazioni di Barbera del Monferrato di Braida di Rocchetta Tanaro, famosa per il Fondatore Giacomo Bologna che lanciò sul mercato nel 1982 l’conica Barbera Il Bricco dell’Uccellone, infine i Nebbiolo Chiavennasca di Radìs in Valtellina.

Evviva!

domenica 20 ottobre 2024

Percorso Internazionale Aquositas – Palazzolo dello Stella nella rete di Borghi d'Europa - La 'tappa' di Veronelliana alla Trattoria al Cacciatore, con i vini di Ca' Modeano



Proseguono le iniziative di informazione nell'ambito del progetto ' Borghi d'Europa e la collaborazione informativa con il Parlamento Europeo'.

Per il Percorso Internazionale Aquositas, Le Vie d'Acqua è previsto un incontro presso la

Trattoria al Cacciatore a Palazzolo dello Stella, il 16 novembre.




Palazzolo dello Stella e l'incontro delle Città d'Acqua

Palazzolo dello Stella è attraversato da nord a sud dal fiume Stella, il principale tra i fiumi navigabili di risorgiva.

Partendo dalla sua foce, a bordo di piccole imbarcazioni, è possibile fare un'escursione lungo il fiume giungendo sino al piccolo e pittoresco porticciolo di Rivarotta.

In quest'area, a seguito di numerosi scavi archeologici, c'è stato un ritrovamento di eccezionale importanza costituito dai resti di una sepoltura riferibile agli abitanti neolitici del villaggio.

Numerosi ritrovamenti fanno datare dunque la nascita di Palazzolo a un'epoca romana (vi ci passava la Via Annia nel tratto tra Concordia e Aquileia).

Lo Stella (Stele in friulano) è un fiume di risorgiva che scorre in Friuli, in Italia.

Già noto in epoca romana con il nome di Anaxum, il fiume Stella costituiva un'importante arteria di comunicazione per il commercio di vasellame e laterizi, consentendo il rapido trasporto endolagunare verso il porto di Aquileia e l'intero Adriatico.

Il dossier storico su Palazzolo della Stella è stato 'confezionato' dall'Assessore alla Cultura del Comune, Antonella Zanello.


Percorso

Lo Stella nasce a 33 m.s.l.m., nei pressi della località di Flambro e sfocia nella Laguna di Marano dopo 45 km di corso. I due principali affluenti del fiume sono il Taglio e il Torsa. Il suo bacino idrografico è di 356 km². Le località attraversate sono: Flambro, Sterpo, Flambruzzo, Ariis, Chiarmacis, Rivarotta (Rivignano Teor), Pocenia, Palazzolo dello Stella, Precenicco, Piancada. Ha una portata di circa 30 m³/s.; la temperatura media dell'acqua è di 11 °C, con escursione di 7-13 °C.

A Palazzolo dello Stella si terrà l'incontro del Percorso Internazionale Aquositas.


Il Percorso del Gusto prevede una tappa della rassegna VERONELLIANA,

VERONELLIANA è il percorso che Borghi d'Europa dedica a Luigi Veronelli, con 10 tappe inserite nel progetto di collaborazione informativa con il Parlamento Europeo.

In ogni tappa vi sarà :

il racconto de borgo e del ristorante ;

il racconto del menù ;

le interviste alle aziende della filiera agroalimentare ;

la rassegna stampa multimediale (almeno 10 pubblicazioni a tappa).


Il tema gastronomico della 'sosta' alla Trattoria al Cacciatore riguarderà la carne di coniglio : Veronelli aveva infatti dedicato ad essa un inedito ricettario della rivista L'Etichetta nel 1991.



I vini scelti per l'appuntamento sono quelli di Ca Modeano.





Fra i bianchi, è impossibile non citare la Ribolla Gialla.

"Vitigno autoctono del Friuli. Assume caratteristiche diverse nei vari territori. Colore giallo paglierino lucente con leggeri riflessi verdognoli. Presenta un intreccio di profumi tipici con sensazioni di frutta e agrumi.In bocca è scorrevole, sapido. Finale piacevole.


E la 'personalissima' Malvasia Istriana : "Dal colore giallo intenso e luminoso. Al naso presenta un ventaglio variegato di note floreali ed esotiche. Il sorso è morbido, avvolgente e dal finale lungo."


Fra i rossi non poteva mancare il Refosco dal Peduncolo Rosso : "Colore rosso rubino intenso tendente al violaceo. Vinoso e fruttato presenta un bouquet pieno e fragrante con profumi di lampone, mora e mirtillo. In bocca ha gusto gradevole, armonico, sapido con leggero sapore erbaceo con tannini vivaci."