sabato 30 ottobre 2021

La Via dei Norcini : il prosciutto cotto alla fiamma del Salumificio Soader alla Società Agricola Palù di Mosnigo

 


Continuano le iniziative di informazione di Borghi d'Europa, per far conoscere i Percorsi Internazionali.

Per la Via dei Norcini i giornalisti e i comunicatori della rete internazionale stanno collaborando

con il Salumificio Spader di Mosnigo di Moriago della Battaglia, per valorizzare e far conoscere

le eccellenze dei Territori coinvolti nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura.


La tappa realizzata alla Società Agricola Palù di Mosnigo ha proposto il Prosciutto cotto alla fiamma del Salumificio Spader, prodotto aromatizzato con aomi ed erbe aromatiche, legato a mano e cotto arrosto, confezionato in sottovuoto.

“La sua peculiarità – ha osservato Renzo Lupatin, presidente di Borghi d'Europa-, risiede nel perfetto equilibrio tra sapore delicato del cotto e il profumo dolce e pulito delle spezie aromatiche e di grigliato. Il prosciutto cotto Fiamma è tenero e succoso, compatto e gradevole per tutti i palati.”

Il Prosciutto viene sottoposto ad una fase aggiuntiva, oltre a quelle di asciugamento e affumicatura con legno di faggio e ginepro, anche di bruciatura a fiamma della cotenna.

“Questo rende il prodotto estremamente nero e dona un caretteristico gusto e profumo di affumicato e di grigliato.”


Ha accompagnato la degustazione il vino col fondo di Luigi Comarella di Valdobbiadene.

Antonella Pianca, scrittrice fotografa e degustatrice AIS, ne ha messo in rilievo la bontà e la semplicità.

Luigi è una persona sincera, va dritto al segno, non gira attorno ai problemi.

Così quando osserviamo che anche nel settore del vino col fondo si fanno largo le furberie, evita di inoltrarsi nella polemica e commenta annuendo.

Un tempo i nostri contadini dedicavano al vino col fondo le uve migliori della vendemmia: oggi assistiamo a presunti vini a rifermentazione naturale che rivelano, inequivocabilmente, un passaggio...... Il vino col fondo di Luigi Comarella è semplicemente buono. 







domenica 12 settembre 2021

UN’AURORA DI SPERANZA.

 




Finalmente, dopo un periodo drammatico e triste a causa del Covid e delle tragedie da esso causate, incominciamo a respirare e vedere un futuro più roseo! Mi riferisco naturalmente innanzi tutto al calo dei contagi, più o meno generalizzato in tutto il mondo grazie ai vaccini, ma anche alla situazione economica generalmente in ottima ripresa.

Questo momento magico si riflette anche sulla vita dell’AIM (Associazione per l'Italia nel mondo) e ci permette di essere molto soddisfatti. Infatti, non solo ogni giorno riceviamo decine di richieste di iscrizione, ma in un numero sempre maggiore di Stati (già un’ottantina) siamo organizzati con un Segretario Nazionale, che coordina tutte le azioni dell’AIM nel suo Paese. Tale preziosissima azione si è vista quando abbiamo lanciata la proposta di una celebrazione del 7° Centenario della morte di Dante: due Stati: Argentina e Cuba hanno immediatamente risposto con dei progetti molto interessanti ed originali (niente a che vedere con le solite liturgie celebrative fredde e solo formali!),che ci ha permesso di ottenere per questo progetto il Patrocinio della Dante Alighieri. 

Mi auguro che altri Paesi seguano presto l’esempio di questi, formando un coro di voci diverse (ogni Paese sente in maniera diversa l’importanza e l’influenza sulla propria cultura della figura del Divin Poeta!) ma ugualmente significative, in modo da consentirci di dare un contributo importante a questo nostro ricordo di questo personaggio, che non solo ha inventato la lingua italiana, ma l’ha usata per comporre la sua opera immortale, non a caso chiamato “Divina” fin dal suo tempo.

Ma le soddisfazioni che in questo periodo ho avuto, grazie alla nostra Associazione, non si limitano a questo: ho ricevuto (naturalmente in rappresentanza dell’Associazione per l’Itala nel Mondo) un riconoscimento al Concorso “ BOOKS for PEACE 2021”, manifestazione che coinvolge 5 continenti e 61 paesi, e ormai punto di riferimento mondiale per promuovere la Pace, la Cultura, i Diritti Umani e lo Sport. Ovviamente mi riempie di gioia vedere come la nostra opera per mantenere i rapporti fra gli Italiani sparsi per il mondo, e conseguentemente per favorire la comprensione fra tutti i popoli, sia apprezzata.

Ma le soddisfazioni non finiscono qui: recentemente mi è stato recapitato uno splendido dolce da parte di una Pasticceria che si sta organizzando per un’esportazione in tutto il mondo e che quindi voleva farmi conoscere ed apprezzare la capacità unica degli Italiani di mantenere il livello qualitativo del piccolo artigiano, pur avendo una produzione già piuttosto ampia, tanto da aspirare ad espandere la propria area di mercato anche in Paesi lontani.

Si tratta di “Loison- Pasticceri dal 1938” di Costabissara, in provincia di Vicenza: un’azienda, che riesce a conciliare due concetti apparentemente opposti: il gusto per l’innovazione e la tradizione. Il loro dolce che ho avuto la fortuna di assaggiare si chiama: Torta Tosa: una torta al caramello salato, realizzata con pasta frolla al cacao tradizionale e completata da un’innovativa crema frangipane al caramello salato, unita o con le nocciole Piemonte Igp (ma ne esiste anche un’altra versione con il cioccolato monorigine Venezuela): una vera delizia in cui il gusto del dolce si fonde mirabilmente con il salato.

Se vi ho ingolosito non temete: un po’ alla volta questi eccezionali gioielli della pasticceria italiana stanno espandendosi anche in molti Paesi esteri, in cui sono stati addirittura nominati degli Ambasciatori Loison, che hanno il compito di far conoscere in tutto il mondo la squisita arte dolciaria italiana. Quindi probabilmente presto potrete degustarla anche voi!

Guido Vacca

venerdì 27 agosto 2021

Verso L'Europa delle scienze e della cultura a Milano : il vino Barichel di Ivan Geronazzo

 




Certo ci ricordavamo di quel prosecco col fondo, degustato a Valdobbiadene con Ivan Geronazzo,nume tutelare dell'azienda agricola Barichel.

Lo incontriamo di nuovo, grazie a Laura e Marco, dell'Osteria Cao de Villa, in quel di

Soligo, per gli itinerari vagabondi del Percorso Internazionale Eurovinum,Il Paesaggio della Vite e del Vino.

Ivan Geronazzo segue personalmente tutte le fasi dal processo produttivo alla commercializzazione, motivato da una forte passione per la terra e per i suoi frutti quale risorsa fondamentale del suo territorio, per trarne il meglio nel profondo rispetto dello stesso.


“Abbinando sapientemente ed equamente la semplicità della tradizione all’innovazione tecnologica al fine di poter proporre ed offrire sempre il meglio.”


E, allora, assaggiamo il prosecco col fondo : “il prosecco a fermentazione naturale -osserva Ivan-, esplica il metodo tradizionale con il quale si otteneva la fermentazione del vino: in bottiglia.

Ricavato da una selezione di uve coltivate nelle ” RIVE LONGHE” , una delle più prestigiose zone collinari (dalla quale trae nome la ns. azienda) per clima, morfologia e posizione, viene imbottigliato nella settimana antecedente la Pasqua. Di produzione limitata nelle quantità (circa 10.000 bottiglie annue) viene particolarmente apprezzato proprio per il suo “carattere tipicamente rustico” che ci riporta alla tradizione passata.”


Annota Alice Pettenò nella sua tesi di laurea sul vino col fondo : “Il vino colfondo, dove l’aggettivo evidenzia un legame stretto tra il vino e il territorio trevigiano, è un vino che si ottiene utilizzando il metodo di vinificazione storico; quando in passato non si impiegavano i macchinari costosi che servono ad ottenere la spumantizzazione del vino i contadini imbottigliavano il prodotto della vendemmia a Pasqua, lo lasciavano fermentare su i suoi lieviti per alcuni mesi e solitamente per l’estate era pronto da bere.”


Quello di Ivan è semplicemente buono.

Alla faccia dei grandi discorsi : non dimentichiamoci che Ivan eccelle anche nel TRAIL RUNNING ovvero la corsa in natura su lunghe distanze, nella specialita’ di ULTRA TRAIL.

Anche in questo ambito Ivan iniziando “da zero” ha ottenuto, con dedizione, sacrificio e costanza, ottimi risultati, arrivando a far parte del TEAM NAZIONALE con la convocazione al MONDIALE.

Buono il vino, ottima la vita!


https://specialeitaliadelgusto.blogspot.com/2021/05/quel-vino-col-fondo-di-ivan-geronazzo.html


sabato 7 agosto 2021

Ongaresca,Vini in Costabissara, nei progetti europei

 







 


“ I vini di Ongaresca – commenta Gunnar Cautero, nume tutelare della Osteria la Stazione l'Originale di Milano ed Enotecaio Professionista dell'A.E.P.I -, sono stati per davvero una scoperta.Un territorio, quello delle colline di Costabissara in provincia di Vicenza,non particolarmente conosciuto, ma che grazie al DNA di Ongaresca (passione,tradizione e innovazione), si pone all'attenzione del panorama informativo professionale”



“ La nostra idea di buon vino – osserva Chiara Lain, sommelier e promoter commerciale dell'azienda

-, è rinunciare a produzioni abbondanti per ottenere vini di grande qualità e personalità.”


I giornalisti e comunicatori di Borghi d'Europa hanno inserito i vini di Ongaresca nel percorso

informativo del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocini : IAI-Iniziativa Adriatico jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica).


Una visita in azienda ; la partecipazione a Milano alla presentazione nazionale del rogetto ;

l'intervento a Qualità Vo' Cercando, sulle rive della Piave.

Tre appuntamenti che hanno confermato come la Cantina di Costabissara sappia interpretare la storia in movimento, accompagnandola da protagonista.


E, nell'alzare un calice di Canevette,Vino Spumante Brut da Pinot Grigio DOC delle Venezie,

ci ricordiamo le annotazioni di Alessio Dalla Barba, Sommelier AIS e giornalista :

“ In bocca il Canevette si rivela rotondo e armonico : il profumo floreale con note di fiori di acacia e frutta a polpa bianca: Alla vista suggerisce un perlage fine e spuma persistente. “


Al prossimo appuntamento.

venerdì 9 luglio 2021

I vini di Ongaresca a Milano, per raccontare le colline di Costabissara e Isola Vicentina

 

Con la presentazione del progetto L'Europa delle Scienze e della cultura (Patrocini Iai-Iniziativa Adriatico Jonica , Ente Friuli nel Mondo e Associazione per gli italiani nel mondo), Borghi d'Europa ha dato spazio ai territori che compongono il variegato mosaico delle esperienze regionali.

A Milano, presso l'Osteria la Stazione l'Originale, è stato così possibile introdurre il percorso informativo che riguarda l'Altra Vicenza, le colline di Isola Vicentina e Costabissara.

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno già visitato una ventina di aziende per costruire una Via del Gusto inedita, che verrà raccontata, settimana per settimana, a partire dal 15 luglio, fino a dicembre 2021.

Ma , per sottolineare le storie, è stato possibile degustare gli splendidi vini di Ongaresca (Costabissara), che ha potuto partecipare all'incontro grazie alla simpatica effervescenza di Chiara, sommelier e addetta commerciale dell'azienda stessa.



" Nel DNA sono segnati i caratteri distintivi di ognuno di noi.

Passione, tradizione e innovazione sono i nostri. Esprimere questa passione attraverso ogni vendemmia, ogni bicchiere del nostro vino, è un’opportunità per trasmettere le caratteristiche tipiche della nostra terra mantenendo costantemente quell’equilibrio tra rispetto per il territorio e innovazione.

Solo così le nostre radici, forti e profonde, ci permettono di guardare al futuro, continuando a comunicare a tutti gli appassionati del buono e del piacere, l’evoluzione e l’amore, ingredienti fondamentali dei nostri vini.

La nostra attenzione per il dettaglio è la sublimazione del piacere stesso di assaporare un vino realmente unico e ogni sorso lascia che il palato riscopra sapori legati ad antiche tradizioni, ma con nuove esperienze di ricerca.

Perché anche la storia è in movimento e Ongaresca si muove con essa.

Il tempo non si ferma, e saper mutare con esso è ciò che ci contraddistingue.

Crediamo che restare in quel moto perpetuo ed essere plasmati con il territorio che ci circonda, ci permetta di offrire, non solo un semplice bicchiere di buon vino, ma un’esperienza di piacere che inebria il palato e l’anima. Da noi lo sguardo accarezza il cielo e l’aria, assapora ogni stagione e si posa su una terra generosa, ricca e forte.

La nostra idea di “buon vino” è rinunciare a produzioni abbondanti al fine di ottenere vini di grande qualità e personalità.

La continua e crescente richiesta del pubblico e il continuo interesse nei confronti dei nostri vini però ci appaga, confermando la nostra scelta.

La cantina è sempre a disposizione di tutti coloro che sono appassionati di vino e amano ancora stupire i propri sensi con autentiche percezioni di alta qualità.

Oggi Ongaresca si sta impegnando per crescere nel mercato nazionale ed internazionale, investendo e valorizzando la specificità dei propri vini, tipici i queste zone del Veneto, un territorio ricco di risorse naturali, storiche e culturali, per essere sempre più competitiva e per una continua ricerca della qualità delle sue produzioni. "




venerdì 2 luglio 2021

VINI ASSAGGIATI ALL’OSTERIA DELLA STAZIONE A MILANO DURANTE L’INCONTRO SUL PROGETTO “EUROPA DELLE SCIENZE E DELLA CULTURA

 


 

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Milano, 29 Giugno 2021- Durante l’importante incontro di presentazione del progetto “Europa delle scienze e della cultura” (patrocinato Iai- Iniziativa Adriatico Jonica), tenutosi nella tana del gusto friulana a Milano diretta da Gunnar Cautero, con la regia di Borghi d’Europa, sono stati assaggiati alcuni ottimi vini di diverse zone del Belpaese.

Si è parlato molto e se ne parlerà per molto di turismo sostenibile, che riguarda anche il settore vinicolo.

All’Osteria della Stazione l’Originale, nel momento più conviviale dell’incontro per la stampa, sono stati proposti piatti friulani di spessore, abbinati ai vini del Collio di Villa Vasi e di Korsic e dell’Oltrepò Pavese di Defilippi-Cantine i Gessi della località Oliva Gessi, rinomata per la qualità dei bianchi da Riesling Renano e per le varie declinazioni di Pinot Nero.

Di Defilippi è stato provato prima lo Spumante Metodo Classico Brut Rosè “Maria Cristina” 2019, affinato sui lieviti per 24 mesi e dotato di una beva incredibile, avvolgente e molto persistente e poi il Riesling Renano Igt 2019 “Fabbio”, che conferma la mineralità propria della zona di Oliva Gessi e dei sentori fruttati floreali molto spiccati, un bel bianco complesso.

Per il Collio di Villa Vasi, cantina goriziana diretta da Gianluca Pelizzon, è stato provato prima il Friulano Friuli isonzo Doc 2020, intenso e di carattere, con lieve retrogusto ammandorlato e poi il Collio Bianco Venezia Giulia Igt “Autocktona” da uve Friulano, Malvasia Istriana e Ribolla Gialla, un vino elegante, con un bouquet floreale e fruttato importante e al palato fresco e sapido.

Della cantina di Fabjan Korsic di San Floriano del Collio infine sono stati assaggiati il Friulano Doc Collio e il Collio Bianco da uve Friulano, Ribolla Gialla e Chardonnay (diversamente dall’Autoktona di Villa Vasi in cui si usa la Malvasia Istriana): il primo ricorda la Ponka (sottosuolo formato da marne ed arenarie) per la vitalità che esprime, un vino grintoso ed intenso, mentre il Collio Bianco si è rivelato molto fresco in bocca, con una bella rotondità e persistenza.

In alto i calici!

Azioni di sostenibilità virtuosa a San Marino


 


Come abbiamo già scritto, il concetto di sostenibilità è bellissimo e stimolante, ma il problema è come tradurlo in azioni pratiche; l’importante è che ciascuno si ponga il problema e trovi la maniera di attuare azioni conseguenti, che saranno diverse, dipendendo dalle forze di ciascuno e dalle sue specificità; quello che conta è che queste diverse azioni convergano verso un risultato: la sostenibilità ambientale.

Su questo tema a San Marino, la terra della libertà, si sta sperimentando un approccio semplice ed adatto alle caratteristiche del territorio: “Bosco Green. Il bosco degli imprenditori differenti”.

Il progetto – ci spiega Gabriele Geminiani, ideatore del festival - è un’iniziativa del San Marino Green Festival, nata dai cenacoli creativi fra me e Luigi, titolare di Equipe Luigi, parrucchiere a San Marino.

L’impresa può sostenere la transizione ecologica puntando a una profonda collaborazione con i territori. In un momento in cui piantare alberi sembra essere una delle parole d’ordine della transizione ecologica, nella Repubblica di San Marino si rilancia e si punta al rimboschimento, non solo piantando alberi, ma seguendoli durante tutto il loro sviluppo. L’obiettivo è di creare un bosco di comunità, in cui realizzare eventi e progetti didattici con le scuole. In sostanza, si vuol fare in modo che un luogo verde possa essere “partecipato” e vissuto.

Gabriele Geminiani (a dx) e Luigi Ceccoli dell’Équipe Luigi



L’idea è quella di coinvolgere gli imprenditori sammarinesi a piantare o custodire le piante che andranno a rinverdire un suolo pubblico alla Ciarulla, nel castello di Serravalle. In questo modo gli imprenditori (e anche i piccoli artigiani e commercianti) avranno modo di ridurre, fino ad annullare, l’impronta ecologica delle proprie attività. L’operazione viene fatta in collaborazione con la Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ugraa, l’Ufficio gestione risorse ambientali ed agricole di San Marino.

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Dietro il progetto ‘Bosco Green’c’è l’intento di creare un percorso sostenibile rivolto a tutti gli imprenditori, anche i più piccoli; abbiamo deciso di partire da una particolare piantumazione di alberi, con specie autoctone. Vogliamo prendere per mano ogni professionista per avviarlo a un percorso di consapevolezza verso la sostenibilità della propria azienda. Una sorta di audit con più invitati in cui ognuno mette sul tavolo il proprio concetto di sostenibilità e ciò che più o meno coscientemente ha già messo in campo fino ad ora.

Ci crediamo perché oggi in questo processo di sostenibilità ambientale non mancano le imprese più grandi, che sono forse più facilitate a partecipare ai percorsi di transizione ecologica, mentre le piccolissime, le piccole e le medie imprese hanno una difficoltà dettata anche dalle loro dimensioni imprenditoriali. Noi vogliamo accompagnarle».

- Ma qual è la differenza tra un bosco e un “bosco di comunità”?

«Un’iniziativa del genere – ci risponde - punta al concetto di comunità, inteso come qualcosa che cresce e alle cui radici ha una nuova consapevolezza di relazionarsi con proprio territorio e il proprio ambiente. Dobbiamo rendere estrinseco questo valore aggiunto. Si parte dalle visite e dai progetti didattici con le scuole: le piante dicono molto, possono parlarci di storie e di futuro. Già San Marino Green Festival ha creato un’iniziativa che si chiama “Progetto Flora adotta un albero”, che aveva l’intento di fare incontrare due creature diverse, una animale e l’altra vegetale, affinché si generasse fra loro un dialogo. L’idea era di favorire l’accrescimento nelle persone del sentimento che accudire una pianta è accudire una creatura vivente, osservandola nelle varie fasi della crescita e dello sviluppo stagionale, dalla fioritura, al frutto e al seme. Dalla pianta, ora, passiamo al bosco».

Giampiero Valenza